

Le vie di Roma, nascondono diverse curiosità. Scopriamole insieme.
A Via dei Cerchi, ai piedi degli Orti Farnesiani, c’è una strana costruzione barocca sulla cui facciata spicca una mano con l’indice teso a indicare un punto lontano. Ci sono numerose supposizioni riguardanti questo arto a sé stante: chi pensa facesse parte di una statua, chi pensa sia stata realizzata appositamente per dare un tocco fantastico alla casa. Secondo un’altra leggenda si tratta della mano di Cicerone.
Via della Gatta. A Roma è possibile vedere una vasta gamma di animali, alludiamo a quelli di marmo e di pietra, non a quelli reali. Infatti per le strade del centro troviamo elefanti, scimmie, scrofe, serpenti, api, draghi, cavalli e leoni oltre naturalmente alle creature fantastiche e non identificabili. All’incrocio tra Via della Gatta e Piazza Grazioli c’è un palazzo sul cui cornicione troneggia una gattina di marmo, che da il nome alla via. Fu trovata negli scavi del vicino tempio di Iside ed è quindi una gatta sacra.
Piazza del Gesù. A Palazzo Altieri una finestrina è disposta in modo differente rispetto a tutte le altre. Qualcuno dice che sia a sinistra del portale ed altri che sia quella sul fianco del palazzo verso via del Gesù. Quando gli Altieri acquistarono tutte le case del quartiere per costruire il loro immenso palazzo, una vecchina rifiutò di sloggiare dalla sua modestissima casetta. Riferita la cosa al papa, egli fece in modo che l’anziana donna potesse rimanere nella modesta abitazione che venne inclusa all’interno dell’immenso edificio. Sua Santità avendo preso in simpatia la vecchina, decise di fornirle anche una pensione.
Nel palazzetto a via Gregoriana 30 c’è una porta incorniciata da spaventosi mostri con le bocche spalancate costruito alla fine del 500 da Federico Zuccari. L’impressione che ne deriva è molto suggestiva. La costruzione è un’opera di Federico Zuccai e risale alla fine del 500. All’interno si svolgono alcune scene del Piacere di D’annunzio.
Largo Magnanapoli. La Torre delle Milizie fu eretta nel XIII secolo tuttavia viene chiamata anche Torre di Nerone perché nella tradizione popolare si raffigura il perverso imperatore là in cima (un tempo la torre era più alta) a pizzicare la cetra e cantare versi di Omero mentre contemplava esultante l’incendio di Roma.
Piazza della Navicella. Il bellissimo mosaico cosmatesco che illumina la piazza (tra le chiese di S. Maria in Domnica e di S.Tomaso in Formis) risalente al XIII sec. e ha un soggetto del tutto inconsueto: la liberazione degli schiavi, allusiva al compito essenziale dell’Ordine religioso dei Trinitari. Ma addirittura eccezionale è il significato del mosaico: il Cristo, infatti, libera uno schiavo bianco e uno nero, in perfetta parità di posizione. Un concetto antirazzista, davvero cristiano, stupefacente per quei tempi.
Via del Pellegrino. Due misteriosi e quasi invisibili passaggi, immettono, da via del Pellegrino, in due angoli segreti della vecchia città, esempio quasi intatto delle "corti chiuse" medievali: l’arco degli acetari, serrato fra tronchi di colonne antiche, introduce in una sbalorditiva piazzetta fuori del tempo chiusa tra case multicolori con antichissime scale esterne; l’arco di S. Margherita, contraddistinto all’ingresso da uno straordinario tabernacolo barocco, immette in un recesso più cupo e misterioso, dove si scoprono i resti di un antico affresco.
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