

“Darebbe non solo identificazione agli abitanti ma anche uno spunto per fare arrivare e di seguito far spendere qualche soldo ai turisti”
Giorni fa l’associazione Amici del Parco ha ricevuto questa lettera che è stata girata al nostro sito, con un commento e delle riflessioni. Eccola.
“Cari Amici del Parco, vi sorprenderà ricevere della posta da un tedesco – ma non sono un qualsiasi tedesco, ho vissuto due anni nella periferia est di Roma: Il primo anno, anno universitario Erasmus, vissuto sulla Prenestina, mi è stato di ispirazione. Il secondo anno, vissuto sulla Casilina, ha fruttato una tesi di laurea dedicata ad un possibile sviluppo turistico della periferia romana, prendendo in considerazione l’area tra via Nomentana e via Appia Nuova (lasciando fuori l’Appia Antica appositamente). I Municipi di Roma purtroppo non erano interessati ai risultati.
Cosa più importante, però, ne è nato un sito internet, www.discover-rome.de, che vi invito a visitare (sotto Sehenswertes troverete i siti che raccomando agli turisti in ricerca di una Roma sconosciuta).
Sostengo fortemente la vostra richiesta di un museo Roma Est, ipotesi menzionata nella mia tesi di laurea. Darebbe non solo identificazione agli abitanti ma anche uno spunto per far arrivare e di seguito spendere qualche soldo i turisti.
Appena avrò del tempo, metterò un link del vostro bellissimo sito sul mio – e sarei grato di un link in cambio (non è un obbligo!!! Il vostro sito merita di essere conosciuto. Purtroppo ha lo stesso diffetto del mio – il mio è in tedesco, il vostro in italiano….).Vi porgo i miei saluti e buona fortuna nella lotta per il museo! Torsten.
Commento: un Museo per Roma est, può indubbiamente costituire una funzione importante per il quadrante est e sud di Roma. Purché l’idea non venga limitata a mero polo archeologico, sede di sole attività di conferenze e di visite sul territorio, come quello (pur utile in mancanza di meglio) collocato presso la scuola Cecconi.
La sua collocazione può essere sia nella Scuola Cecconi, meglio ancora nel Forte Casilino all’interno del Parco Archeologico di Centocelle, oppure ancora all’interno dell’area dell’ex Centro Carni, insieme con altre importanti funzioni.
Sarebbe interessante discutere su questo argomento sia nei dibattiti elettorali (possibilmente senza strumentalizzazioni) e poi, in maniera più riflessiva, dopo.
Dal sito “amicidelparco.it”
Come potrebbe essere il Museo
Il Museo proposto dovrebbe permettere la ricostruzione storica, a partire dai ritrovamenti più antichi fino alla tarda età imperiale, del territorio del quadrante est di Roma e del suburbio, compreso tra la Tiburtina e la Casilina, un cuneo chiuso dai confini del comune di Roma.
L’esposizione si dovrebbe aprire con la carta dell’agro romano relativa alla zona, recante l’indicazione delle emergenze monumentali e archeologiche, carta aggiornata con i più recenti cantieri di scavo. Dovrebbero seguire gigantografie della Casilina, Prenestina, Collatina e Tiburtina, di ciascuna delle quali sarà riproposta la storia, preceduta da notizie sulla viabilità a Roma (tecniche, trasporti, ecc.).
Seguiranno, poi, quattro settori diversi, ognuno concernente le quattro strade, con la rappresentazione grafica e/o fotografica delle principali emergenze, con la loro storia, presentando i reperti archeologici ritrovati in loco.
Il territorio è suscettibile di un esame organico, perché presenta, almeno a partire da un certo tempo, per il periodo analizzato, una vocazione comune, di serbatoio agricolo, soprattutto per le derrate deperibili. Ecco il motivo della straordinaria diffusione delle ville romane, molte rustiche, in primis destinate a Roma e poi a Tivoli e Preneste. Questo spiega anche la localizzazione dei principali acquedotti in questo settore.
Storicamente esso è coinvolto, fino alla piena affermazione romana, nello scontro tra quelle città e Roma.
Per queste ragioni di fronte alla logica museale, che si orienta verso grandi musei centralizzati di difficile lettura unitaria e verso la musealizzazione dei luoghi e di una loro progressiva insignificanza, si propone, accanto a quelle soluzioni, il museo di un territorio storicamente connotato.
Attraverso di esso è possibile contribuire alla costruzione di un’identità, tanto più necessaria alle periferie, e rendere significante l’esperienza di monumenti parte del paesaggio quotidiano e dei suddetti luoghi musealizzati, valorizzandoli attraverso la loro riconduzione a una storia comune. In tale prospettiva questo tipo di museo del territorio assume una funzione attiva: didattica e di ricerca in rapporto con le scuole, di ricerca continua e aggiornamento sulla storia del territorio, di contributo all’assetto urbano, di progettazione di itinerari ricostruttivi per interessi tematici (anche in collegamento con l’hinterland: ad esempio Palestrina e Tivoli).
Le ricerche connesse avrebbero un valore notevole, ad esempio per gli studiosi della villa romana, dell’agricoltura del periodo, della diffusione del cristianesimo, dell’evoluzione degli assetti proprietari, ecc. A questi campi d’indagine si rivolge la più moderna archeologia.
Ricadute in ambito lavorativo sarebbero costituite dalla produzione di video, di CD, di pubblicazioni e da un turismo nazionale ed internazionale, ma anche locale, anziano e giovanile.
IL MUSEO DI ROMA EST
Nell’aprile del 1999 le associazioni Ars Ludica e Amici del Parco Onlus, in collaborazione con il giornale Abitare a (Roma Est) lanciarono l’ambizioso progetto per la costruzione di un "Museo Archeologico di Roma Est" che raccogliesse tutti reperti rinvenuti nel passato, ora dispersi, e spesso non valorizzati, in vari depositi di strutture museali della Capitale, oltre a quelli rinvenibili in futuro.
Uno dei principi della moderna scienza prevede che i reperti debbano essere fruiti nella realtà che li ha originati, sia per contribuire alla ricostruzione organica del passato del territorio e sia per dare identità ai suoi abitanti.
Il progetto è stato presentato ai Municipi (allora Circoscrizioni) V, VI, VII ed VIII che si sono dichiarati favorevoli all’iniziativa.
Contemporaneamente le Associazioni proponenti organizzarono una raccolta di firme a sostegno dell’istituzione del Museo che in pochi mesi raccolse l’adesione circa 10 mila cittadini.
Ma cosa spinse le due associazioni a prendere quest’iniziativa?
La considerazione che una città con 775.000 abitanti, Roma Est, più popolosa di Palermo, con tantissimi resti archeologici (ville, strade, necropoli, ed i numerosi altri che continuano a venire alla luce), abbia diritto ad avere un suo Museo.
Il quadrante est, compreso tra le antiche vie Tiburtina, Collatina, Prenestina, Casilina e Tuscolana (V, VI, VII, VIII e X Municipio) corrisponde a parte dell’Agro Romano, la zona agricola dell’antica Roma che riforniva la città di viveri.
Le opere rinvenute nell’area Prenestina-Labicana (attuale Casilina) e conservate nel Museo Nazionale Romano
– Statue, erme –
1. Statua femminile acefala, seduta e panneggiata (I sec. a. C.) rinvenuta a Tor Pignattara
2. Statua togata seduta (I sec. a. C.) rinvenuta a Tor Pignattara
3. Statua acefala di anziano pescatore su base antica e pertinente (II sec. d. C.) rinvenuta lungo la via Prenestina
4. Statuetta acefala di bambina con colomba, su basetta antica e pertinente (fine II sec. d. C.) rinvenuta lungo la via Prenestina
5. Statua di Ganimede (III sec. d. C.) rinvenuta lungo la via Prenestina
– Rilievi, altari, are, urne –
6. Rilievo con rappresentazione di "ella curulis" (I sec. a. C.) rinvenuta a Torre Gaia
7. Rilievo funerario di L. Septumius (I sec. a. C.) rinvenuto lungo la via Prenestina
8. Altare funerario di Maria Auxesis (II sec. d. C.) rinvenuto lungo la via Labicana
9. Altare funerario di C. Edius Maximus (II sec. d. C.) rinvenuto a Porta Maggiore
10. Altare cinerario di M. Anonius Teres (II sec. d. C.) rinvenuto lungo la Prenestina
11. Urna cineraria a vaso rinvenuta al km VI della Prenestina
– Sarcofagi e klinai –
12. Sarcofago con ereti, ghirlande e tabula anepigrafe (150-175 d. C.) rinvenuto sulla via Labicana
13. Sarcofago con ritratto entro clipeo sostenuto da due geni alati sopra Oceano e Tellus e con il gruppo Achille e Chirone alle estremità (età di Galliene) rinvenuto sulla via Casilina
14. Frammento di sarcofago a lenes con leoni, (fine III sec. d. C.) rinvenuto a Tor de’ Schiavi
15. Alzata di sarcofago di T. rifernius Crispinus con mostri marini (IV sec. d. C.) rinvenuto sulla via Casilina
16. Alzata di sarcofago con scene agresti e pastorali (età tetrarchica.) rinvenuto sulla via Prenestina.
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