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Dalla Parte del Cuore

Recensione dello spettacolo teatrale andato in scena al Fara Nume di Ostia

Dal 9 all’11 marzo è andato in scena lo spettacolo Dalla Parte del Cuore presso il teatro Fara Nume di Ostia, Lido di Ponente.
Nato da un’idea del Maestro Andrea Serafini, Dalla Parte del Cuore, è un balletto interpretato dalla Compagnia di Danza contemporanea “Sulla Scena” amorevolmente diretta dalla coreografa Alessandra Grasso.

I temi dell’amore, della solitudine e della sofferenza, apparentemente molto semplici e forse anche un po’ scontati, vengono re-interpretati e riscritti in modo originale e coinvolgente anche grazie al singolare impianto sonoro realizzato dal Maestro Serafini e alle scenografie molto particolari e suggestive che contribuiscono a creare un’atmosfera surreale e a volte inquietante. Immagini e sensazioni si sovrappongono reiterandosi e giustapponendosi come visioni mentali che si susseguono in un flusso continuo di suoni, colori, ricordi, esperienze vissute.

Il battito del cuore, le voci di Donatella Zapelloni e Marco D’Alberti scandiscono tutto lo spettacolo e suggeriscono spunti di riflessione al pubblico che viene trascinato in un travagliato sogno di emozioni e sensazioni. I movimenti dei corpi sul palcoscenico suggeriscono una continua attività rappresentativa dell’universo interiore proiettato nel mondo esteriore. L’essere è agire, svilupparsi, evolversi e ciò si raggiunge solo in un perenne succedersi di atti rappresentativi, cioè di immagini interne alle quali il filosofo Leibeniz dava il nome di monadi.

Gli uomini rappresentati dai ballerini possono essere visti come realtà spirituali indipendenti ovvero frazioni indivisibili dello spirito e della percezione. Ogni monade però è chiusa in sé stessa e perfettamente compiuta in sé, l’impressione che si ha assistendo alla performance è la volontà, non sempre realizzata, di superare questa concezione; l’ideale velo che avvolge i ballerini-uomini, separandoli gli uni dagli altri e rendendoli degli esseri unici, a volte può essere attraversato a racchiudere l’unità dei corpi e delle anime. Attraverso l’atto creativo per eccellenza, il parto, come lo ha definito la stessa Alessandra, il dualismo tra la materia, il corpo, e la spiritualità interiore per un attimo viene sconfitto, in fin dei conti ci troviamo tutti sotto lo stesso cielo stellato. Ciascuno diventa specchio vivente dell’universo.

"Credo di essere un riflesso come la luna nell’acqua, quando mi vedi tu vedi te stesso".

Dalla parte del cuore è un monito contro la cecità e l’indifferenza degli uomini di fronte alla bellezza della vita che può essere una vita “realizzata” solo attraverso la dedizione e la pulsione verso l’altro. Gli occhi dei ballerini idealmente schermati da occhialetti scuri sono troppo presi dalla frenesia e dall’isteria dell’esistenza moderna che impedisce loro di trovare un vero senso al fluire della vita.

L’ideale viaggio dell’anima, quello compiuto dal Piccolo Principe per esempio, conduce alla riscoperta dell’amore come sentimento universale, come pulsione verso una vita “dedicata”.

Concludiamo citando la poesia intitolata Dedizione e scritta da Bianca Maria Spernanzoni, una delle interpreti:

Quando ti cullo
mentre la temperatura
t’insegna il primo dolore,

i tuoi pianti sono il coro delle mie precauzioni
E nulla chiedo fuorché
Vedere i tuoi occhi brillare.

***

Non quella che trovi, è la famiglia che crei,
la fiamma imperitura
dei muscoli attaccati allo scheletro,

Il cui calore scioglie la neve
Mentre azzardi i passi più improbabili,
in cerca del tuo Graal.

***

Vestita di brezza soltanto,
mi getto nelle azzurrità
Solo per dirti che per te farei molto più di questo.

Dall’altra parte del globo
Svegliarmi in un pigiama di carezze,
la mia ragione di velluto che ti accompagna tutto il giorno.

***

Fachiro sulle strade
Quel carbone rosso ad ogni passo,
un soffio lo rende ancor più incandescente

e la spinta mi porta
Alla devozione per le forme
che incastonano la beatitudine.

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