

Il sindaco di Roma propone un master plan della zona ed un referendum tra i residenti
“Tor Bella Monaca va demolita e poi ricostruita”. Questa la sorprendente dichiarazione rilasciata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, durante il dibattito "Estetica della città" svoltosi domenica 22 agosto nell’ambito della manifestazione "Cortina Incontra". “A Tor Bella Monaca ci sono case costruite con un sistema di prefabbricazione in cui piove dentro", ha spiegato il primo cittadino di Roma. "Se abbiamo terreni e aree per costruire di fianco a Tor Bella Monaca un quartiere per permettere alle persone che abitano lì di spostarsi sarebbe una scelta popolare. Chi vive dentro quelle case non vive bene e vorrebbe trasferirsi”. E per chi pensa si tratti di uno scherzo il sindaco, nella giornata di lunedì 23 agosto, ha precisato: “a fine ottobre presenteremo un master plan della zona e faremo un confronto diretto con i residenti, anche con un referendum, perché vogliamo attuare una urbanistica partecipata e non calata dall’alto. Per Tor Bella Monaca penso a case come quelle della Garbatella perché lo schema edilizio verticale è fallito: i grattacieli servono per realizzare servizi e non residenze”.
Le esternazioni del sindaco di Roma hanno dato il via ad una vivace discussione. Favorevole alla demolizione è il PDL e l’architetto Paolo Portoghesi, che dichiara: “a Roma bisogna cominciare a sostituire le parti malate della città ed è giusto ristrutturare le parti degradate. Tor Bella Monaca è stata un errore urbanistico: sono edifici prefabbricati con un vecchio sistema a tunnel, che se non venissero restaurati cadrebbero da soli”.
Critica sulla questione è l’opposizione. Secondo Dario Nanni, consigliere del PD e membro della commissione urbanistica, la dichiarazione del Sindaco non è altro che una “boutade estiva per colmare il vuoto della sua azione politica”, mentre per Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà nel Consiglio regionale del Lazio ed ex assessore alle periferie del Comune di Roma: “Il sindaco con queste esternazioni estive vuole nascondere il fallimento delle politiche sulle periferie della sua Giunta. Un fallimento che, per chi vi abita o si occupa di periferie, è drammatico. Non si sente più parlare di politiche di integrazione, di come dare qualità urbana dove manca. Di politiche giovanili. Di politiche integrate. L’autopromozione sociale, che aveva permesso di aprire tante imprese giovanili nel commercio e nel settore artigianale, si è dissolta nel nulla. Non si parla neppure più di sicurezza. È veramente poco rispettoso di chi abita in periferia continuare a pronunciare dichiarazioni sulle casse vuote del Campidoglio e contemporaneamente annunci faraonici sulla demolizione di Tor Bella Monaca. Il sindaco dovrebbe avere rispetto per le persone che vivono in quei luoghi. La smetta con la politica degli annunci. Pensi piuttosto a riprendere il lavoro di risanamento delle periferie".
Ironica la risposta dello scrittore Alberto Asor Rosa: «Se una decisione del genere dovesse essere presa per mero fatto estetico tre quarti della Roma post-bellica dovrebbe essere abbattuta. Penso al Tuscolano e agli insediamenti nati attorno alla Salaria. Di più, si potrebbe pensare ad una distruzione quasi totale della Capitale».
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