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Denuncia shock dai canili di Roma

I dipendenti di due storici canili capitolini denunciano una situzione impietosa vissuta da animali e lavoratori

Abbandono, maltrattamenti, condizioni sanitarie pessime. Sono questi i capi d’accusa più dolenti mossi dai dipendenti di Casa Luca al Torrino e dell’Oasi Felina di Porta Portese e presentati recentemente in Procura per protestare contro la terrificante situazione vissuta dai piccoli ospiti dei canili.


Nei due centri d’accoglienza per animali in stato d’abbandono infatti grava da anni una situazione di estremo disagio che spesso investe anche chi ci lavora e che fa luce sull’assenza pressochè completa delle istituzioni: impianti elettrici non a norma, presenza massiccia di amianto negli stabili, mancanza di spogliatoi e di acqua potabile sono tra le condizioni più dure vissute nei due canili. Secondo alcuni dipendenti di Casa Luca, qui i veterinari sono costretti a sterilizzare gli animali tra l’andirivieni dei topi e a respirare, insieme ai lavoratori ed ai piccoli amici a quattro zampe, polveri d’amianto di cui sono costruiti i soffitti delle gabbie. C’è persino il sospetto che molti animali deceduti per tumore negli ultimi mesi si siano ammalati proprio per questo.


La situazione si è poi ulteriormente aggravata quando è stata licenziata una delegata sindacale dell’Usi (Unione sindacale italiana) che aveva tentato di battersi per ottenere una maggior tutela della salute dei lavoratori e dei cani e che per questo aveva indetto uno sciopero immediatamente interrotto dalle forze dell’ordine.


Nonostante i fondi percepiti dall’Arca (onlus che gestisce l’Oasi di Porta Portese e del Torrino) le strutture non restano però che fatiscenti ed ai lavoratori non è garantito neanche un inquadramento salariale corretto, anzi la maggior parte di loro opera a nero e non possiede alcuna forma d’assicurazione. La messa in sicurezza dei due canili è l’altra problematica che i dipendenti si augurano presto di risolvere, insieme alla necessità di garantire una maggior tutela degli animali e delle libertà sindacali sul posto di lavoro. E’ per questo che già tempo fa i lavoratori di Casa Luca avevano fatto esposti alla Procura della Repubblica, all’Asl, all’ispettorato del lavoro e al nucleo ambientale dei carabinieri.


Di una cosa siamo certi, nessuno di loro si arrenderà all’inadempienza delle pubbliche istituzioni competenti perchè il rispetto per sè e l’amore per i loro piccoli ospiti è più grande di qualsiasi battaglia persa sino ad ora.

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