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Depositata in Consiglio regionale una mozione sulle aggressioni neofasciste

Mariani (Verdi): “Basta col silenzio delle istituzioni e della politica.”

Il clima di odio che si è manifestato con le aggressioni di gruppi estremisti in queste ultime settimane ha innescato preoccupazione e riflessione tra le istituzioni. Il 19 luglio è stata depositata una mozione al Consiglio Regionale del Lazio, sottoscritta da molti esponenti delle forze di sinistra, nella quale si chiede alla Giunta e al Presidente Marrazzo di adoperarsi presso il Prefetto Achille Serra affinché venga fatta luce sugli accadimenti e sulla gestione dell’ordine pubblico. Inoltre è stata richiesta la revoca di tutte le forme di finanziamento e riconoscimento di gruppi politici che si richiamano esplicitamente alla cultura fascista e xenofoba e l’impegno ad impedire lo svolgersi di iniziative pubbliche che propagandano principi razzisti ed antidemocratici, coerentemente con quanto stabilito dalla Legge Mancino del ’93. “È arrivato il momento – dichiara il consigliere regionale Mariani – per la politica e per le istituzioni, di assumersi fino in fondo la responsabilità di quello che negli ultimi tempi sta accadendo nella città di Roma. Il rincorrersi di dichiarazioni dai vari schieramenti che animano il consueto dibattito politico – continua Mariani – rischia di lasciare le cose immutate e di non intervenire concretamente su quella che è, nei fatti, una vera e propria emergenza. Vorremmo allora che venisse fatta chiarezza sull’atteggiamento della magistratura e delle forze dell’ordine su quanto è avvenuto nelle scorse settimane. La reazione da parte delle Istituzioni non ci sembra altrettanto chiara e rischia di invertire i termini della questione, confondendo le responsabilità oggettive. Non è più tempo di aspettare. Per questo proprio in ultimo, confido che non venga autorizzato il concerto di gruppi musicali di chiaro stampo fascista che si annuncia per il prossimo sabato 21 luglio nel quartiere di Casal Bertone, davanti alla sede di Fiamma Tricolore responsabile della spedizione ai danni della casa occupata della scorsa settimana. E’ precisamente la mancanza di chiari discrimini etici e politici – conclude – che rischia di lasciare il terreno per una nuova spirale di violenza”.

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