

Polverini: non sono 'Mandrake' non posso risolvere tutto
Sono già più di mille i disabili che manifestano oggi mercoledì 7 Luglio 2010, in presidio davanti a Montecitorio, contro la manovra indetta da Fish e Fand, le due federazioni che riuniscono le maggiori associazioni. Al presidio non mancano problemi logistici: i manifestanti lamentano mancanza di spazio per le carrozzine e i mezzi di emergenza, ma nonostante questo i disabili stanno facendo sentire le loro recriminazioni. Si appellano soprattutto al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi e al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, chiedendo di non essere «cancellati». Tra i tanti striscioni uno recita: «Berlusconi santo subito. Con un gesto ha fatto sparire tutti i disabili». Al presidio si sono affacciati parlamentari di maggioranza e opposizione, tra i quali Livia Turco e Rosy Bindi del Pd, e Carmelo Porcu, del Pdl e anch’egli portatore di handicap".
"In queste condizioni è impossibile governare". E’ il grido d’allarme del governatore del Lazio Renata Polverini. A ‘Omnibus’, la Polverini ricorda che per cinque governatori c’e’ il piano di rientro della sanita. "Io non mi sento Mandrake – ha affermato – non credo di potere da sola, in un mese e mezzo, risolvere una situazione che eè lì da 10 anni’. La Polverini ha, anche, ricordato "non siamo andati da Tremonti o Berlusconi col cappello in mano. Abbiamo chiesto al ministro di ascoltarci". I contrasti sulla manovra «sono quasi fisiologici», d’altra parte «non è facile, in un momento di crisi, fare una manovra di questa entità» ma si deve fare.
È questo in sintesi il giudizio del leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, sulle tensioni anche all’interno della stessa maggioranza animano il passaggio parlamentare della manovra in vista del prossimo voto in aula. «Non abbiamo bisogno di una crisi istituzionale o sociale, ma di una manovra. È difficile per tutti. Tutti affrontano le stesse difficoltà, guardate infatti quello che accade in Europa», prosegue a margine della giornata sulla contraffazione.
Il voto di fiducia annunciato dal Premier, d’altra parte non dovrebbe riservare sorprese. «Il governo d’altra parte non mi pare che abbia problemi di numeri. Fino ad oggi ha un’ampia maggioranza. Vedremo – conclude. I contrasti sulla manovra «sono quasi fisiologici, d’altra parte non è facile fare un intervento di questa entità, guardate cosa accade in Europa, tutti hanno le stesse difficoltà».
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