Dissuasori umani al Circo Massimo per la sicurezza stradale

Nell’evento organizzato dall’Ania. In Italia (in testa con la Polonia per numero di vittime) nel 2007, si sono registrate 5.131 vittime della strada
Enzo Luciani - 12 Ottobre 2009

Numerosissimi cittadini, si sono distesi a terra, con una mano tesa in avanti per fermare come altrettanti dissuasori le stragi causati dalle macchine sulle strade italiane durante ‘ l’iniziativa organizzata l’11 ottobre 2009 dalla fondazione Ania per la sicurezza stradale, a conclusione dell’evento "Io dissuado", lungo la via dei Cerchi a Roma a fianco del Circo Massimo, trasformata in isola pedonale. Vi hanno partecipato volontari di ogni eta’ e provenienti da ogni parte d’Italia.

L’iniziativa ha avuto l’incoraggiamento e il plauso del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha sottolineato "la drammatica attualità’" del tema e "l’originalità e l’efficacia della manifestazione per il contributo a diffondere, specie fra i giovani, una responsabile attenzione ai temi della sicurezza stradale".

L’evento, condotto dalla giornalista del Tg2 Daniela Vergara, e concluso con un concerto dei due artisti ‘testimonial’ della campagna: Eugenio Finardi e Max Gazze era finalizzato a "far prendere pienamente coscienza al Governo, alle istituzioni, ai media e ai semplici cittadini, del dramma degli incidenti stradali; della necessità di un impegno per diminuire il numero degli incidenti e delle vittime, di diffondere i dissuasori per limitare la tragedia degli incidenti stradali", che solo in Italia hanno causato nel 2007, ultimo anno di cui sono disponibili le statistiche ufficiali, ben 5.131 morti, oltre un milione di feriti e un costo finanziario per la collettività valutabile in circa 30 miliardi di euro.

"Sono convinta che, per quanto sia importante la legge già approvata alla Camera e ora in discussione al Senato, se poi mancano il senso civico dei cittadini, la responsabilità individuale, il senso del dare il buon esempio, ogni legge non funzionerà", Emma Bonino, vicepresidente del Senato. "Il problema è recuperare un senso civico dei cittadini".

In Italia, nel 2007, si sono registrate 5.131 vittime della strada. Anche se il dato è inferiore per il 9,5% rispetto all’anno precedente quando i morti furono 5.669 e di ben il 27,3% rispetto al 2000 che registrò 7.061 vittime, si resta comunque ai vertici negativi nell’Unione Europea in termini assoluti.

Soltanto la Polonia, infatti, nel 2007 ha pianto più morti dell’Italia con 5.583 vittime. Tutti gli altri Stati che compongono la Ue stanno dietro al nostro Paese nella classifica del numero di decessi. Rispetto ai 5.131 dell’Italia, infatti, se ne sono registrati nello stesso anno 4.949 in Germania, 4.620 in Francia, 3.823 in Spagna, 3.058 in Gran Bretagna, 2.794 in Romania. E ancora: 1.580 in Grecia, 1.232 in Ungheria, 1.221 nella Repubblica Ceca, 1.067 in Belgio, 1.006 in Bulgaria.
Sotto il migliaio di vittime nel 2007 si situano nell’ordine Portogallo (974), Lituania (739), Olanda (709), Austria (691),Slovacchia (627), Svezia (471), Lettonia (419), Danimarca (406), Finlandia (380), Irlanda (338), Slovenia (292), Estonia (196), Cipro (89), Lussemburgo (43), Malta (12). In totale, nel 2007 sono state 42.450 le vittime stradali nell’intera Unione Europea.


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