Divinamente Roma, l’anima diventa protagonista

Sbarca nella capitale il Primo Festival Internazionale della Spiritualità

Spesso pretesto per divisioni, aggressioni e guerre, torna alla ribalta la fede, quella vera. Dal 15 al 24 marzo alcuni dei luoghi più suggestivi di Roma faranno da cornice ai recital, alle coreografie ed ai concerti che compongono la prima edizione di “Divinamente Roma”, festival internazionale della spiritualità diretto da Pamela Villoresi, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e realizzato dall’Ente Teatrale Italiano in collaborazione con Arcus.

Il festival si apre nella Chiesa  dell’Aracoeli con il Requiem op. 48 di Fauré diretto dal Maestro Luis Bacalov, seguito anche da alcuni dei suoi Salmi del Re David. Si prosegue con un doppio appuntamento nei fascinosi Horti Sallustiani con i Canti del deserto degli ONS, ensemble di musica araba guidata dal maestro Saleh, e il recital di Alessandro Haber Il curato e il pagliaccio, su testi dello psicanalista e drammaturgo Sandro Gindro.

Lo storico Teatro Valle ospita tre eventi del festival: Antonella Ruggiero sarà protagonista di Sacrarmonia, viaggio nella musica sacra di tutto il mondo; ancora un viaggio, a ritroso sino alle proprie origini, nella cultura russa, con Le Voyage del coreografo Micha van Hoecke; si conclude con la matinée de La festa di Purim, la celebrazione ebraica più amata dai bambini qui riproposta dalla Scuola primaria Ebraica Vittorio Polacco.

Al Macro, il nuovo spazio capitolino per l’arte contemporanea, andrà in scena Il ritorno alla fede del cantante jazz, di Enrico Fink, ricordo tra parole e note del musicista ebreo Al Jolson.

Il Conservatorio di Santa Cecilia ospita invece Peregrinaje de las almas di Jordi Savall, miscela di sonorità arabe, andaluse ed ebraiche sulla danza di Shantala Shivalingappa.

Inoltre, nel settecentesco Teatro Goldoni di Palazzo Altemps risuona la parola poetica con La Passione, scritta Mario Luzi per Giovanni Paolo II, interpretata da Pamela Villoresi, mentre la monumentale Basilica di San Marco accoglie l’altrettanto monumentale Sacred concert di Duke Ellington, eseguito dalla Jazz Studio Orchestra. A chiudere il cartellone, negli spazi multimediali della Casa del Cinema a Villa Borghese, il concerto Tibetan prayer di Yungchen Lhamo, musa di Peter Gabriel e ambasciatrice nel mondo del grido di libertà del popolo tibetano.

Una rassegna ricca di proposte per sondare, attraverso i molteplici linguaggi dell’arte, il rapporto tra l’uomo e le varie forme di spiritualità, guardando alle radici rituali del fare spettacolo, con racconti esemplari, note, parole, corpi in movimento. Un cammino fatto da artisti appartenenti a culture distanti, con storie e stili differenti, che cercano e trovano connessioni ed opportunità di confronto su temi imprescindibili, per superare le secolari differenze e raggiungere verità più alte.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili, tranne Sacrarmonia e Le Voyage al Teatro Valle, posto unico numerato a 15 euro, ridotto 10 – tel. 06.68803794. Per info www.enteteatrale.it – tel. 06/44013260.

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