Donne multietniche

In arrivo nei supermercati Coop le opere d’arte delle detenute di Rebibbia

Grazie al progetto “Donne Multietniche”, nei supermercati Coop arrivano anche quadri, sculture e ceramiche provenienti dal carcere di Rebibbia. Sono i lavori prodotti da un gruppo di detenute che frequentano il corso di arte e decorazione organizzato dal Liceo Statale d’Arte Roma2.
Il progetto, presentato oggi 19 maggio 2010 a Palazzo Valentini a Roma, va ad aggiungersi alle altre iniziative che Unicoop Tirreno ha sostenuto in collaborazione con il mondo carcerario, per far conoscere questa realtà all’esterno, pensando soprattutto al reinserimento sociale delle persone una volta scontata la pena.

“Il corso e il laboratorio d’arte permettono alle donne di esprimere il loro potenziale creativo – spiega Lucia Zainaghi, direttrice della Casa Circondariale Roma Rebibbia Femminile – Attraverso l’arte le detenute (in media quindici ragazze e in maggioranza straniere) evidenziano la propria cultura, raccontano le loro storie e la propria visione del mondo”.

“Con questo progetto proviamo a dare il nostro contributo al processo di reinserimento e integrazione sociale delle detenute, perché – sottolinea Massimo Favilli Responsabile Politiche Sociali Unicoop Tirreno – la funzione di una cooperativa di consumo è anche questa: fare rete sul territorio per valorizzare iniziative dal grande valore sociale”.

“La nostra esperienza a Rebibbia – dice Mariagrazia Dardanelli dirigente del Liceo Statale d’Arte Roma2 – ha rappresentato una grande occasione di maturazione professionale. I docenti si sono confrontati con il pianeta carcere, hanno lavorato in un contesto inizialmente diffidente, hanno rivisto e riformulato i tempi e le modalità di trasmissione del loro sapere, imparato ad affinare la capacità di ascolto”.
“E’ importante consentire alle detenute di esprimere con l’arte ciò che sentono – ha detto il Garante dei Detenuti del Lazio Angiolo Marroni – Per loro vuol dire essere parte integrante di una società dove, prima o poi, torneranno a vivere a pieno titolo. Esiste anche un altro aspetto da non sottovalutare: esporre i lavori delle detenute alla visione di un pubblico vasto vuol dire aprire il carcere al mondo esterno, far conoscere a tutti una realtà viva e pulsante che è molto diversa da quanto siamo abituati ad immaginare."

“Il progetto ha un forte contenuto di speranza e libertà – dichiara l’assessore alle politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia – e connette, nella solidarietà, luoghi distanti e apparentemente inconciliabili della società, come le carceri, le scuole, i grandi centri commerciali. Le donne di differenti generazioni sono protagoniste di un progetto che sa connettere la creatività con grandi problemi e istanze umane e sociali”.

‘Donne Multietniche’ è nato dalla collaborazione tra Unicoop Tirreno, il penitenziario di Rebibbia e l’Istituto d’Arte ed ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Roma, del Ministero di Giustizia e del Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio.

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