

Nel VI municipio, inaugurati dal Sindaco il 26 gennaio
Tifo da stadio quello manifestato il 26 gennaio dagli alunni delle scuole elementari “Trilussa” e “Giovanni XXIII”, nel VI municipio, per sostenere la squadra comunale capitanata dal sindaco Walter Veltroni in visita ufficiale.
L’occasione è stata l’inaugurazione di due nuovi impianti di mini-basket e di calcetto, realizzati all’interno degli istituti. Sarà stata anche la presenza di Gianni Rivera, delegato allo Sport e grande campione di calcio del passato, a scatenare l’entusiasmo con cori di gioia da parte di decine e decine di ragazzi e ragazze, che li hanno accolti con sventolìo di bandierine tricolori, giallorosse e quelle dei colori della pace.
Il Sindaco, accompagnato anche dal presidente del Municipio Vincenzo Puro e dall’assessore Maria Coscia, prima del classico taglio di nastro ha ricordato che sono ben 25 gli impianti sportivi realizzati in questi ultimi anni all’interno delle scuole romane. “Questo risultato – ha poi proseguito – è la chiara dimostrazione dell’importanza che assume per gli amministratori della città la pratica sportiva dei giovani, per educarli a fare squadra e spirito di gruppo anche nella vita quotidiana”.
Che lo sport fosse tra i primi interessi coltivati dai giovani lo ha ben dimostrato una piccola manifestazione di denuncia, inscenata spontaneamente e a margine del programma mattutino, da alcune studentesse del liceo “Tullio Levi Civita” (guidate dalla loro professoressa), le quali hanno costretto con la loro vivacità Veltroni a cambiare il percorso stabilito per ascoltare la loro protesta: “Ci serve la palestra!” hanno gridato, lamentando pubblicamente così anche il comportamento dell’attuale preside che, a loro dire, non intende soddisfare la richiesta di promuovere la pratica dello sport tra le mura del liceo.
Gianni Rivera, a margine delle inaugurazioni del 26 gennaio dei due impianti ha rilasciato, in eslusiva al nostro giornale, la seguente risposta alla domanda sul suo giudizio nella vicenda attuale dei diritti televisivi delle squadre di calcio professioniste: “E’ chiaro che gli introiti devono essere equamente distribuiti e non monopolizzati solo dalle grandi squadre”.
Alla replica del cronista se avesse dimenticato in questo modo la sua vecchia passione per il Milan (com’è noto, una delle squadre interessate), il grande campione del passato ha tranquillamente ribadito: “il cuore milanista non c’entra niente, se fossi padrone del Milan farei ben diversamente da Berlusconi”.
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