

A gennaio il via ai lavori con l'obiettivo di completare l'opera entro il 2009 per i mondiali di nuoto
Entro la fine del 2006 apriranno i cantieri per la realizzazione della Città dello Sport a Tor Vergata. L’annuncio è stato dato l’8 maggio dal sindaco Walter Veltroni nella sala delle Bandiere in Campidoglio nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato gli assessori all’Urbanistica e ai Lavori pubblici Roberto Morassut e Giancarlo D’Alessandro e il presidente del Coni Giovanni Petrucci.
Il complesso sportivo ideato dall’architetto Santiago Calatrava (presente anch’egli all’incontro), si estenderà su una superficie di 50 ettari e consterà di una grande struttura coperta per gli sport al chiuso, con vasche per nuoto e tuffi con circa 3mila posti per gli spettatori e un Palasport con tribune da capienza di 9mila persone, doterà Roma di un’ulteriore struttura per ospitare i mondiali di nuoto del 2009.
Il primo giugno sarà consegnato il progetto preliminare che entro ottobre dovrà diventare definitivo. La Città dello Sport costerà 120 milioni di euro, finanziati per metà con i fondi di Roma Capitale e metà attraverso uno speciale mutuo erogato dall’Inail. Tre le esigenze a cui, secondo il sindaco, risponderà il nuovo complesso sportivo: "1) potenziare la dotazione di impianti sportivi della città; 2) creare un luogo dedicato allo sport non in centro, ma nella nuova periferia della città, come strumento di ricucitura della città stessa; 3) sviluppare la nostra idea di Roma come città universitaria con tre università del Duemila, dei veri e propri Campus".
Petrucci ha sottolineato come "questa città sarà un qualcosa di inedito nel panorama italiano", mentre l’architetto Calatrava ha ricordato come il complesso sportivo sarà progettato in modo tale da essere "elemento nodale della città ed in rapporto organico con il resto della città per minimizzare l’impatto ambientale e paesaggistico". Sindaco ed assessori hanno quindi sottolineato che la nascita della città avverrà tenendo un occhio di riguardo alle infrastrutture per la mobilità ad essa connesse tra cui il Gra e due corridoi del trasporto pubblico per il collegamento con il terminale della metro A di Anagnina.
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