

Presentati in Campidoglio i risultati della prima fase di monitoraggio delle 19 centraline
In 19 a monitorare costantemente 24 ore su 24 le emissioni elettromagnetiche di impianti di telefonia mobile e radio-tv della capitale. Così le centraline di rilevazione elettromagnetica, per ora una in ogni municipio e collocate nei punti strategici e più a rischio, hanno effettuato in 40 giorni di supervisione 38.720 misurazioni sul territorio comunale a partire dal 26 gennaio di quest’anno.
Sono questi i dati forniti lo scorso 13 marzo dall’amministrazione capitolina a conclusione della prima fase di controllo dell’operazione lanciata dal Campidoglio per “verificare” il rispetto dei limiti di legge degli impianti installati, “salvaguardare” la salute dei cittadini e “pianificare” lo sviluppo delle telecomunicazioni.
Presto disponibili sul sito del comune e già comunicati ai presidenti dei vari municipi, i risultati registrati dalla rete di sensori sono «molto rassicuranti e sensibilmente bassi» a detta del sindaco di Roma Walter Veltroni.
Un valore medio di 1,22 v/m e un solo caso di picco massimo, 3,02 v/m nel V municipio: insomma nel complesso le cifre, validate dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa Lazio), sono ben lontane dal limite di 6 v/m fissato dalla normativa italiana, peraltro la più cautelativa tra quelle in vigore nel resto d’Europa dove il valore massimo si attesta in media sui 60 v/m.
E’ solo sulla base di una valutazione scientifica «la più rigorosa e attenta», che si potranno offrire maggiori garanzie di sicurezza ai cittadini contrastando, come ha ricordato nel corso della conferenza Veltroni, i fenomeni di paura irrazionale.
Tranquillizza gli animi poi, la notizia che entro fine marzo altre centraline verranno schierate per un totale di circa 40 sentinelle poste a captare i livelli di elettromagnetismo in diversi punti della città.
Un numero questo destinato ad aumentare quando i sensori diventeranno 60, offrendo così una mappatura elettromagnetica del territorio più completa.
«Si tratta di un sistema dinamico e flessibile, – ha precisato l’assessore Giancarlo D’Alessandro – le centraline sono mobili, ovvero trasferibili là dove necessario; ma per ora riteniamo opportuno tenerle fisse in un determinato luogo per fare rilevazioni che forniscano una valutazione dei valori medi nel tempo, così da poter esercitare un controllo».
Intanto un’altra pianificazione di gestione e costruzione di banca dati potrebbe nascere dall’uso delle centraline: quella dei campi magnetici emanati dagli elettrodotti. «Il comune – ha annunciato lo stesso D’Alessandro – si prepara da tempo, ad una graduale politica di interramento degli elettrodotti, che ha già riguardato il IV municipio».
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