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Elezioni: confronto elettorale sempre più privo di seri programmi

Candidati alla conquista dei seggi con slogans insulsi

Speravamo in una resurrezione della politica dopo la Pasqua ma ci siamo sbagliati. La campagna elettorale continua a riservarci solo facce e slogans imbarazzanti.

Su un manifesto abbiamo letto lapidariamente ‘’per cambiare politica ci vogliono meno di trent’anni’’. Noi che pensavamo pessimisticamente a un tempo superiore per un cambiamento eticamente rifondativo della nobile attività umana volta al governo della Polis ci siamo sentiti sollevati. Ricadendo nel più nero sconforto quando abbiamo capito che i meno trent’anni erano riferiti all’età anagrafica di chi deve accingersi a questo, ancorché auspicabile, sforzo sovrumano. Tutti presenti, i nostri erculei eroi, nella lista degli ‘’under 30’’ a sostegno di Rutelli Sindaco. L’invocazione del ‘’nuovo’’ è ormai declinata in tutte le salse da quasi un ventennio e promessa da leadership politiche sempre più gerontocratiche tenute insieme dal gerovital. Il bello è che, a volte, chi si presenta come giovane gode già da qualche anno di pensione. Ai cittadini basterebbe, al di là dell’età, che l’eletto a governarli fosse semplicemente serio e competente. Che dite, basterà all’uopo meno di mezzo secolo?

La signora Visintin, candidata PD al comune, ci assicura seriosa: ‘’Roma, prima di tutto’’. Ottimo slogan da curva sud per la conquista di scudetto, coppa dei campioni e coppa Italia (fantascienza) da parte dell’amato club giallorosso.

Il candidato PD al comune Mino Dinoi, invece, giocando sul suo cognome, ci regala ‘’Una città per ognuno Di Noi’’. Insomma un agglomerato urbano a ciascun cittadino romano. E qui sfioriamo il demenziale.

Lanna, invece, candidato al Comune per la lista ‘’sinistra arcobaleno’’, ci avvisa che ‘’lui ci mette la faccia’’, mentre la gente si aspetta che ci metta, se ne ha, competenza, passione civile, capacità amministrativa.

Ci sono poi gli slogan duri e puri. Un certo Canonico, candidato al comune nella Destra di Storace, proclama: ‘’La coerenza, il mio credo’’. Da buon canonico il ‘’credere’’ appare ovvio, aspettiamo, vista la fede nostalgica  del suo partito, l’ ‘’obbedire’’ e il ‘’combattere’’.

Sardone, candidato nella lista civica per Rutelli, grida: ‘’Nessun compromesso sul futuro di Roma’’. Intento palesemente fasullo. Per chi vuole amministrare i compromessi sono necessari. Da evitare sono le compromissioni affaristiche e clientelari per il futuro e anche per il presente. Lo slogan merita perciò un sorriso, come dire, sardonico.

Un verbo che va per la maggiore è ‘’alzare’’ o ‘’rialzare’’. Ha cominciato Berlusconi con ‘’rialzati Italia’’ seguito da Alemanno con ‘’alzati Roma’’, ora è arrivato Baccini, candidato sindaco per la ‘’Rosa bianca’’, con ‘’alza la voce’’ rivolto al cittadino-elettore. Insomma è tutto un invito a sollevarsi e a sollevare manco fossimo in un cantiere, in un porto o ai mondiali di sollevamento pesi.

Questo clima di impegni virili e combattivi ha contaminato anche personcine a modo e bene educate come quelle della lista ‘’moderati per Rutelli’’ che non volendo essere scambiati per pappamolle avvertono da un manifesto di essere ‘’Moderati ma molto tosti’’.

Dopo le tostature arrivano le imitazioni. Memore che il suo capo, cavalier Berlusconi, si vanta di aver creato con le sue imprese ben 40.000 posti di lavoro, la candidata del Pdl al X Municipio Donati ci dice: ‘’Ho creato negli ultimi anni 40 (quaranta n.d.r.) posti di lavoro. Fatti non parole’’. Il numero, ovviamente, è proporzionale al campo d’azione municipale. Poi rivolgendosi all’elettore intima: ‘’Ora tocca a te fare i fatti’’. Per la gioia di tantissimi precari a cui basterebbe crearsi non 40 ma un (1) posto di lavoro stabile e decentemente retribuito.

Ma ci sono anche i messaggi subliminalmente hard. Vi ricordate Mariarosaria Rossi la ‘’mamma’’ del X Municipio – così si presentò alle municipali del 2006 per Forza Italia – che ci ammiccava dai manifesti mettendo in mostra le sue superiori forme procaci? Non avendo lasciato traccia nelle attività del Municipio per premio si presenta oggi candidata del Pdl alla Camera con un solido programma: ‘’Ieri, oggi, domani con Silvio Berlusconi’’. Chi non ricorda l’omonimo film di De Sica in cui una grande Sophia Loren faceva un celebre spogliarello davanti ad un eccitato Marcello Mastroianni. La candidata Rossi, ‘’nei secoli fedele’’, ci solletica ulteriormente con un ‘’vivi la campagna elettorale con noi’’ scatenando negli elettori una tempesta politico-ormonale.

Francesca Sguera sfida, per conto del centrodestra, Sandro Medici alla Presidenza del X Municipio dicendo ‘’un voto giovane, vicino alla gente e alle istituzioni’’. Chiaro e limpido programma da badante municipale.

Gavino Angius capolista alla Camera per i socialisti ci avverte: ‘’Questa volta bisogna decidere’’. E le altre volte cosa abbiamo fatto? Giocato a briscola?

Storace, candidato sindaco, dimentico della sua gestione disastrosa della Regione che ci ha lasciato 10 miliardi di debiti nella sanità che stiamo pagando con l’aumento dell’addizionale IRPEF dello 0,5%, ci dice: ‘’Liberi di essere sicuri’’. Gli elettori gradirebbero (preoccupati delle ascendenze) di più un ‘’sicuri di rimanere liberi’’. Non si sa mai.

Concludiamo ricordando l’insuperabile e primo slogan letto all’inizio di questa deprimente campagna: ‘’Prima di tutto i valori’’. Chi lo diceva? Ma l’ineffabile senatore De Gregorio perdinci. Quali valori? Bollati e pecuniari?

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