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Emergenza casa a Roma: stanziati 54 milioni

Nell'incontro del 22 marzo tra Comune, Regione e Ministro Di Pietro. Soddisfazione ed una proposta del presidente del X Medici

Arrivano fondi per l’emergenza abitativa a Roma. Si tratta di complessivi 54 milioni che saranno stanziati dal Comune (15 milioni), dalla Regione (15) e dal Ministero delle Infrastrutture (24).

L’accordo è il frutto dell’incontro del 22 marzo in Campidoglio tra il sindaco Veltroni, il ministro Di Pietro (Infrastrutture), presenti gli assessori Minelli (Comune) e Astorre (Regione).
E nel commento del Sindaco, che conferma il programma di 20 mila appartamenti entro il 2011, l’emergenza casa diventa “la priorità, poi vengono infrastrutture e ricerca”.

I soldi verranno utilizzati, ha spiegato Minelli, per l’acquisto di case derivanti da cambio di destinazione d’uso (26 milioni), per la costruzione di case popolari su aree pubbliche (10 milioni) e per la realizzazione di piccoli centri d’assistenza temporanea (18 milioni).

Altri fondi sono stati annunciati dal ministro Di Pietro provenienti da residui passivi degli scorsi anni (soldi stanziati nel 1991 per il trasferimento dei militari e non utilizzati) e che verranno suddivisi fra diverse città, quindi anche Roma.

Veltroni ha anche ricordato le richieste già avanzate nella riunione del 20 marzo tra i ministri Di Pietro e Ferrero e i sindaci di 15 grandi città, come, ad esempio maggiori poteri ai comuni per accellerare la realizzazione dei piani di edilizia pubblica, più fondi e più stabilità per i buoni casa ed infine un censimento delle case sfitte di proprietà degli Enti.
Per questi appartamenti sfitti, secondo Minelli, dovrebbe poi essere reso possibile l’acquisto da parte dei comuni alle stesse condizioni favorevoli per gli inquilini con diritto di prelazione.

Il 17 aprile verrà aperto il tavolo politico che dovrà individuare i criteri generali che poi serviranno al Ministerio per presentare un disegno di legge con i criteri e i finanziamenti per le esigenze strutturali del piano casa nazionale.

Ma che fare in attesa dei grandi piani?
“Sono d’accordo e sostengo – dichiara in un comunicato del 23 marzo il consigliere regionale Giuseppe Mariani, presidente della commissione Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili – i tanti colleghi che in questi giorni si sono pronunciati per riaffermare la necessità, di fronte ad un problema-casa così grave che chiama in causa lo statuto stesso della democrazia e dell’idea di convivenza civile, di mettere mano a tutti gli strumenti in nostro possesso, incluso quello della requisizione degli immobili. Cosa fatta nei mesi scorsi dal presidente del X municipio Medici o proposta da quello del XVII Giovanni Barbera per risolvere il problema delle famiglie sotto sfratto di Piazza Cavour”.
“Fermo restando – conclude Mariani – che il problema abitativo va affrontato con politiche strutturali e di lungo periodo di cui oggi paghiamo i troppi anni di latitanza, e di cui la politiva ha il dovere di occuparsi attraverso la costituzione di un tavolo che coinvolga tutti i livelli istituzionali, dal Governo alle istituzioni di prossimità che più da vicino vivono il problema”.

Soddisfazione per i risultati dell’incontro istituzionale del 22 marzo ha espresso in un comunicato il presidente del X municipio Sandro Medici che ringrazia il Sindaco "per la sua sensibilità e per l’intelligenza politica che dimostra assegnando priorità assoluta a una emergenza sociale che sta angustiando la nostra città sottoponendola a rischi di gravi conflitti".

"Sono disponibile a dare il contributo che si riterrà", conclude Medici che avanza anche una proposta: "Oltre all’acquisto di immobili dismessi dagli Enti Pubblici, il Comune di Roma potrebbe e dovrebbe rivolgersi anche al mondo immobiliare privato, affinché liberi il cospicuo patrimonio inutilizzato che tuttora resta sequestrato per meri ed egoistici motivi di rendita. Così come generosamente, attraverso il piano regolatore e le tante manovre collegate, il Comune di Roma offre grandi opportunità ai settori imprenditoriali e finanziari dell’edilizia, ritengo che altrettanto dovrebbero fare questi ultimi mettendo a disposizione le migliaia di appartamenti sfitti e vuoti. La proprietà privata non è solo fonte di privilegi ma è anche un vincolo di responsabilità sociale."

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