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Emergenza casa, RomaTre: utilizzare spazi ed edifici in disuso

La delibera comunale approvata a maggio sulle politiche abitative: 20 mila stanze in edilizia sovvenzionata

Utilizzare aree pubbliche poco sfruttate per fronteggiare l’emergenza abitativa. La proposta arriva dal Dipartimento di studi urbani dell’Università Roma Tre, mentre il Campidoglio ricorda la delibera sulle politiche abitative, già approvata.

Il problema della casa a Roma coinvolge 100.000 persone. «Comprese – ha precisato il coordinatore dell’analisi-proposta, Giovanni Caudo, del Dipartimento di studi urbani di Roma Tre – quelle con reddito troppo alto per accedere all’edilizia pubblica, ma insufficiente per comprare un appartamento». Tra le soluzioni proposte, c’è l’utilizzo, a fini abitativi, di aree pubbliche a Val Melaina, Serpentara, nel IV municipio e Tor Sapienza, nel VII. «Nelle 3 zone – ha aggiunto Caudo – sono presenti 129.000 metri quadrati di terreno pubblico libero, con edifici in disuso e strade inutilizzate: in queste aree e, dopo ulteriori indagini, anche a Laurentino, Spinaceto e Grotta Perfetta, si potrebbero sperimentare interventi di housing sociale, a basso costo, ricavando, tra modifiche d’uso e nuove realizzazioni, 600 alloggi».

Tra il 1998 e il 2002, a Roma, sono state completate 7.288 abitazioni e, nel 2004, il canone medio per un alloggio di 75 mq era di 1.075 euro. «Il Campidoglio, a maggio – ha ricordato l’assessore al Patrimonio, Claudio Minelli – ha approvato una delibera sulle politiche abitative. Si prevede la realizzazione di 20.000 stanze in edilizia sovvenzionata e vorremmo nuovi soggetti nel settore, come organizzazioni no-profit o agenzie per gli affitti in grado di costruire. Stiamo lavorando per un accordo con i costruttori per garantire, nelle nuove realizzazioni, una quota di alloggi a canone concordato, di cui una parte concordato-solidale. Il problema potrebbe aggravarsi nei prossimi anni con la vendita definitiva delle case degli enti e non bisogna dimenticare i 350.000 immigrati. E’ ipotizzabile ottenere nuove abitazioni in aree pubbliche poco utilizzate, ma solo salvaguardando gli spazi liberi e verdi».

Con 2 bandi, il Comune ha ottenuto la disponibilità di 8.000 alloggi. «Ma occorre la costruzione di nuove case – ha spiegato il delegato del sindaco per l’Emergenza abitativa, Nicola Galloro – oltre a una politica che favorisca gli affitti».

Le persone che vivono in coabitazione a Roma sono 21.000, i "senzatetto", 3.078. «Per superare la scarsità delle risorse – ha auspicato Bruno Astorre, assessore regionale ai Lavori pubblici e alla Casa – sono necessarie politiche innovative». In 7 anni, i valori immobiliari sono aumentati del 100%, i canoni d’affitto del 91% tra il 1999 e il 2004. «Per le nuove realizzazioni – ha concluso l’assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri – bisogna sempre rispettare i dettami del Piano regolatore, senza dimenticare l’aspetto qualitativo».

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