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Emergenza docenti, i bimbi costretti tornare a casa

In alcuni Municipi di Roma i piccoli hanno trovato le porte chiuse per mancanza di insegnanti

Mancano i docenti e scatta il dietro front per i piccoli allievi delle scuole di alcuni municipi romani. Porte sbarrate per “mancanza di insegnanti” come recita il messaggio che ha costretto i genitori dei bambini di alcuni istituti della capitale, a riportare a casa i loro figli. Qualcuno si giustifica spiegando di aver comunicato solo all’ultimo momento la mancanza di insegnanti, non trovandone altri subito disponibili.
Ma l’incredibile incidente burocratico che ha coinvolto in giorni diversi le scuole dei Municipi X, XI, XV, XVII, stupisce, indigna e alla fine porta l’amministrazione comunale a sbloccare le graduatorie per le supplenze brevi grazie ad un provvedimento d’urgenza emesso dagli assessori alla Scuola, Maria Coscia, e al Personale, Lucio D’Ubaldo.

Così dal 26 febbraio, salvo mancate comunicazioni o ‘imprevisti’, i Municipi dovrebbero disporre di un numero maggiore d’insegnanti sostitutivi (almeno mille) e potranno ricorrere a rimpiazzi giornalieri. “Accolgo con favore – ha annunciato il Presidente del Municipio XI Andrea Catarci – quest’iniziativa. Una misura temporanea e urgente che, sebbene lontana dall’offrire una risposta organica alla complessa questione delle scuole per la prima infanzia, rappresenta un segnale positivo per quanti in questi ultimi giorni hanno sofferto dei disservizi verificatisi e hanno fatto sentire la loro protesta".

Intanto Maria Coscia corre ai ripari e di “pochissimi casi, dove ha prevalso l’esasperazione e non il senso di responsabilità”. In diverse situazioni infatti “le educatrici si sono fatte carico del problema, accettando i bambini e facendo funzionare i nidi regolarmente”, ma l’assessore non può non riconoscere che “le graduatorie per le supplenze brevi erano in effetti bloccate. E il motivo ha riguardato alcuni problemi tecnici sopravvenuti in seguito alla pubblicazione del bando, avviato lo scorso novembre. Al bando infatti hanno risposto più di 8000 persone. E l’ingente quantità di richieste ha reso più lunghi e complessi i tempi per l’esame delle domande”.

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