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Emergenza freddo, il XIII municipio raddoppia i posti letto per i senza tetto

Orneli: “E' una soluzione di buon senso dettata dalla necessità e dal dovere morale di offrire un alloggio ai più deboli”

Il grande freddo sulla capitale non si è ancora abbattuto ma Comune e volontariato si danno già da fare prima che scatti l’emergenza e che il prossimo inverno mieta altre vittime tra i clochard, come negli anni passati.
Parte così il ‘piano freddo’ e nel XIII Municipio raddoppia il numero di barboni che potranno usufruire di un tetto per le rigide serate invernali. Ad annunciarlo il 27 novembre, nel corso di una assemblea pubblica presso la parrocchia di Santa Monica, il presidente Paolo Orneli: oltre alle risorse già messe a disposizione dall’assessorato comunale ai Servizi Sociali arriverà quindi uno stanziamento di circa 70 mila euro che grazie alla collaborazione della Caritas diocesana e della Comunità di Sant’Egidio consentiranno di raddoppiare fino a 120 posti letto la disponibilità per ospitare i senza tetto del litorale.
“Si tratta di una soluzione di buon senso – ha spiegato Orneli – dettata dalla necessità e dal dovere morale di offrire un alloggio ai più deboli e di anticipare i temi dell’emergenza freddo cercando di evitare possibili disgrazie”. Proprio come è successo lo scorso 24 novembre quando due corpi senza vita sono stati ritrovati all’alba, sulla Tuscolana e a San Giovanni: fissici spossati dagli stenti e uccisi da un ‘arresto cardiaco’.


Secondo l’Onu i senzatetto nei paesi industrializzati sono più di 5 milioni e solo in Italia si calcola che gli homeless siano circa 17mila; cifre destinate a salire in Francia a 86 mila e in Inghilterra a 185 mila. Nella città di New York dal 1998 al 2002 sono aumentati di oltre la metà: ora se ne contano circa 30mila.
Una ricerca condotta dalla Commissione parlamentare di indagine sull’esclusione sociale rivela che in Italia i clochard si nutrono alle mense della Caritas e nei centri di assistenza, il loro livello di istruzione è medio-alto. Elemento questo che non costituisce una protezione sufficiente contro i disastri esistenziali, come lo sfascio di una famiglia o la perdita del posto di lavoro.
La Carta sociale europea, riveduta nel 1996, si propone di consentire a tutti l’accesso a un’abitazione dignitosa, riducendo progressivamente i senzatetto. Staremo a vedere. 

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