

Intervista a Fabio Depino esponente del Wwf e della Comunità Territoriale del X Municipio
Il clima pesante e l’alto tasso di inquinamento nel territorio del X Municipio cominciano ad essere avvertiti dagli abitanti come una vera e propria emergenza. Si ha paura per la propria salute, per quella dei propri familiari. Si temono le conseguenze soprattutto per anziani e bambini.
Cosa fare nell’immediato per almeno alleggerire questa grave situazione? Lo abbiamo chiesto al dott. Fabio Depino esponente del Wwf e della Comunità Territoriale del X Municipio.
Tutti sentono che l’inquinamento atmosferico a Roma è aumentato. Come è la situazione nel X municipio?
A Roma ci sono 12 centraline dell’Arpa (ente regionale di controllo ambientale) per il monitoraggio dell’aria che respiriamo. Controllano polveri sottili (PM10), ossidi di azoto, ozono, monossido di carbonio. Una di queste è in via Belloni nel quartiere Don Bosco. Lo scorso anno per ben 87 volte lo strumento ha verificato il superamento del limite fissato per legge delle PM10 e una sola volta quello del biossido di azoto il cui limite di legge è di 18 volte per anno civile. Nei primi 40 giorni di quest’anno il superamento di polveri sottili è stato di 23 volte (più del 50%) e già di 7 quello del biossido di azoto. Solo alla stazione Tiburtina è stato peggio. Chissà cosa avrebbe registrato la centralina se fosse stata collocata a Piazza Cinecittà o su viale Togliatti. Questa centralina poi non misura il benzene che sicuramente inaliamo in dosi eccessive. A ciò bisogna aggiungere l’alto tasso di inquinamento registrato questa estate nel cuore del Parco degli Acquedotti sotto il corridoio di atterraggio degli aerei per Ciampino: 301,83 microgrammi al metro cubo, il più elevato valore registrato per le polveri sottili Pm10.
Quali conseguenze per la nostra salute?
Le polveri irritano occhi e vie respiratorie e sono i mezzi di trasporto degli altri inquinanti. Provocano tosse e convulsioni, aggravando le condizioni di chi soffre di asma o altri sintomi cardio-respiratori. Le più insidiose sono le PM 10 costituiscono la frazione respirabile delle polveri, la parte che, grazie al piccolo diametro, può arrivare sino alle vie respiratorie più profonde, interferendo con l’attività respiratoria dei bronchioli e degli alveoli polmonari,
portandosi dietro sostanze altamente inquinanti e spesso cancerogeno come il benzo(a)pirene, l’arsenico e il mercurio. Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che le Pm10 mettono a serio rischio la salute, soprattutto per quanto riguarda l’apparato respiratorio e cardiovascolare, e che non esistono valori di soglia al di sotto dei quali non si registrano danni alla salute e che gli effetti sono proporzionali alle concentrazioni. Ancora più pericolose dal punto di vista dell’apparato respiratorio sono le polveri PM2,5 – quelle con diametro inferiore a 2,5 micron –, perché sono capaci di penetrare in profondità nell’albero respiratorio fino a raggiungere gli alveoli polmonari, dove vista l’assenza di ciglia in grado di espellerle, si depositano favorendo la comparsa di asma e neoplasie o la riacutizzazione dei sintomi di patologie già presenti.
Cosa si può fare nell’immediato per diminuire questo avvelenamento?
Per un problema così complesso purtroppo non vi sono risposte semplici e di immediata attuazione. Si deve agire su piani diversi che investono la nostra vita quotidiana. In linea generale è necessario modificare radicalmente i nostri stili di vita basati su una visione consumistica e su uno spreco enorme di energia.
Per quanto riguarda le nostre città bisogna intervenire in sede di pianificazione e progettazione allo scopo di evitare l’insorgere di gravi problemi ambientali. Se avessimo ampie zone di verde e il diffondersi di pratiche legate alla bioarchitettura potremmo attenuare i consumi energetici oltre che avere una maggiore pulizia dell’aria.
Occorre poi ripensare al nostro modello di mobilità oggi tutto imperniato sul trasporto privato e su gomma, tenendo sempre presente la questione ambientale. Nell’immediato occorre puntare ad un rafforzamento del trasporto pubblico, in particolare a quello su ferro. Per tali motivi anche come Comunità Territoriale del 10° Municipio avevamo lanciato una delibera d’iniziativa polare per la progettazione partecipata di un sistema di mobilità sostenibile tangenziale per la periferia Est di Roma lungo l’asse di viale Togliatti. Cosa ben diversa dal cosiddetto ‘’corridoio’’ che si sta realizzando, e che tante giuste proteste sta sollevando fra i cittadini, poichè sembra fatto apposta per aggravare, invece di alleggerire, i problemi di traffico e inquinamento. Inoltre nel nostro territorio vi è una serie di infrastrutture ferroviarie che, se opportunamente utilizzate, potrebbero contribuire non poco alla soluzione dell’inquinamento atmosferico. Per quanto riguarda, poi, i nostri cieli è necessario ridimensionare drasticamente il traffico aereo diretto all’aeroporto di Ciampino e riportarlo a un carico sostenibile per il nostro territorio.
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