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Emergenza rom, è ancora polemica a Roma

Al via lo sgombero di via del Baiardo, scoperto racket sugli affitti

Sembra non placarsi a Roma la polemica intorno alla delicata questione nomadi. Negli ultimi giorni si sono infatti intensificati i roghi appiccati dagli stessi rom, scatenando reazioni di panico e rabbia tra i residenti. In particolare, solo nella giornata di domenica 19 settembre, si sono segnalati ben tre incendi alla Muratella, quartiere della periferia Nord di Ardea.

L’usanza ormai diffusa sembra quella di accendere roghi per pulire il rame dalle guaine che lo ricoprono, alla quale si è aggiunto ora il tentativo di smaltire illegalmente l’eternit, sostanza altamente cancerogena, che in questo modo finisce per essere respirata dai residenti assieme alla diossina sprigionata dalla plastica bruciata.

Sull’emergenza è intervenuto Marco Romagnuolo, presidente del Comitato Muratella, che in preda all’esasperazione lancia l’allarme: “Di domenica pomeriggio normalmente le persone portano i bambini a fare una passeggiata, si incontrano al bar, stanno insieme agli amici. Gli abitanti di Muratella invece sono sprangati in casa per evitare di intossicarsi con i fumi dell’ennesimo incendio doloso. Ed intanto la rabbia sale e la voglia di farsi giustizia da soli – quella giustizia che dovrebbe essere garantita in uno stato di diritto – sale tra le persone”. Sulla stessa scia arriva il commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, che attacca senza mezzi termini l’amministrazione comunale: “Già c’è il problema nomadi di cui si parla da anni senza risultati che possano dare sollievo a chi abita nelle vicinanze dei campi rom, se poi si aggiungono situazioni ai limiti della realtà come la combustione di plastiche o ancor peggio di eternit, che è altamente nocivo per la salute, è necessario che le forze dell’ordine compiano ulteriori attività di monitoraggio. Evidentemente i programmi che si sono fatti per avere una città con una gestione oculata dei nomadi sono ancora lungi dall’essere adempiti. Questo significa che l’amministrazione comunale ha fatto solo proclami”.

Intanto si muovono i primi importanti passi verso la rimozione dell’insediamento di via del Baiardo, presso il XX Muncipio. In particolare un primo intervento è stato effettuato sulla zona contigua al campo interessato, dichiarata irregolare e caratterizzata negli anni da condizioni di vita disumane e forte allarme sociale.

Soddisfatta dell’operazione l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso, che in una nota precisa: “In merito alla situazione del campo del Baiardo desidero informare che, stando al cronoprogramma prefettizio, la chiusura dell’insediamento avverrà nel primo semestre del 2011 e che l’attività del fotosegnalamento, così come prevista dal Piano Nomadi del Comune di Roma quale strumento propedeutico alla ricollocazione delle persone aventi diritto nei campi autorizzati del Comune, avverrà nelle settimane precedenti la chiusura dell’insediamento stesso”. Dal blitz eseguito dagli agenti dell’VIII Gruppo, guidati dal comandante Antonio Di Maggio, è scattata anche un’altra indagine parallela: sembrerebbe infatti che sull’affitto delle ventidue baracche graverebbe l’ombra del racket. L’inchiesta è partita dalle dichiarazioni di alcuni nomadi che avrebbero ammesso di pagare affitti e subaffitti. Sulle dichiarazioni la polizia municipale sta ora effettuando accertamenti.

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