Categorie: Teatro
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“Emigranti”: al Teatro Sala1 vivono le emozioni degli immigranti

Scrosciano gli applausi per Piotr Adamczyk e Paolo Alessandrial. Tutto esaurito il 13 Giugno

Emigranti” è il testo di Slawomir Mrozek scelto come grande evento del “Romateatrofestival” e fortemente voluto dall’Istituto Polacco di Roma.
Si basa su due personaggi che vivono in un sottoscala umido, l’uno, interpretato da Piotr Adamczyk, oscilla tra distruttivi istinti e repentini pentimenti, l’altro, l’intellettuale anarchico rappresentato da Paolo Alessandri, lo analizza, alternando benevolenza e sadismo a un giudizio critico e distaccato.

La sera di mercoledì 13 marzo 2007, nei poco più di cento posti disponibili al Teatro Sala1 di piazza S.Giovanni, gli spettatori entusiasti sobbalzano quando, nella scena iniziale, Adamczyz, che molti ricordano come protagonista della fiction di canale 5 “Karol, un uomo diventato Papa”, traballa, ubriaco marcio, su di un tavolo da cui vuole impiccarsi. “Vaffanculo!” – grida, mentre le luci scompaiono, ingoiando quella cruda anticipazione, e la storia riparte da un racconto di Piotr, un pomeriggio alla stazione in cui potrebbe immedesimarsi anche chi immigrato non è, e a Termini a dormire o a guardare i treni non ci è mai stato.

“Ho cercato di rendere attuale lo spettacolo che ha 25 anni – commenta il regista Fabio Omodei – di far sì che il pubblico possa riconoscersi nelle storie, nelle emozioni, che possa capire che significa essere immigrati anche sul piano emotivo: per questo ho scelto Piotr Adamczyk, perché sa far piangere.”

Lo spettatore resta incollato alle pulsioni primitive, alle emozioni fresche, alla prossemica padronanza di Piotr che sa rendere la disperazione della quotidianità attraverso piccoli gesti apparentemente insensati e autodistruttivi. Tuttavia la chiave lucida dell’interpretazione passa per Paolo Alessandri che, dal letto in cui si seppelisce tra i libri e le carte, pungola il conquilino, la cavia dei suoi esperimenti, quasi lo induce a mangiare il cibo per cani e, sferrando un colpo d’accetta al peluche a cui l’altro era attaccatissimo, ne scopre la vera cupidigia.

Sbronzo e nudo di fronte all’unico scopo della sua vita, il denaro da accumulare, Adamczyz lo strappa con rabbia sotto gli occhi increduli dello studioso che, per contrappasso, straccia gli appunti di un libro, quello sullo schiavo perfetto, che non ha più senso scrivere ora che lo schiavo ha distrutto le sue catene.

E infine anche il tentativo di impiccagione viene sventato, i due si accasciano sul pavimento tra il caos e la miseria di un sottoscala, scrosciano gli applausi sugli attori, ma aleggia ancora nell’aria, dentro e fuori dalla scena, la tragicità di una condizione, quella degli emigranti, del sottoproletariato sfruttato e disagiato, dura a morire.

Tra gli appuntamenti ancora in corso del “Romateatrofestival” ricordiamo il 2° congresso nazionale sulla formazione dell’attore che si terrà venerdì 15 giugno 2007 alle 14 all’Istituto Polacco di Roma in via V. Colonna 1 e la premiazione, la consegna della medaglia d’argento della presidenza della Repubblica Italiana avverrà sabato 16 giugno 2007 alle 21,30.

Per saperne di più: www.romateatrofestival.com

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