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Enzo Foschi si è dimesso da presidente di Roma Capitale

Con una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale Massimo Pineschi

Il consigliere regionale Ds Enzo Foschi si è dimesso il 25 settembre da Presidente della Commissione Speciale Roma Capitale inviando al Presidente del Consiglio regionale Massimo Pineschi una lettera in cui motiva il suo gesto di protesta.


Ecco il testo della lettera di Foschi.


“Caro  Presidente, ritengo doveroso dare le mie dimissioni dalla Presidenza della Commissione Speciale Roma Capitale. Dopo più di un anno, infatti, non posso che constatare l’inutilità di questa Commissione, che in quanto speciale non esprime pareri su deliberazioni e che è così fondata su tanta generalità da non potersi occupare concretamente di nulla. Una sola riunione in attivo e la mancata sostituzione del vice presidente Fabio Rampelli (eletto Deputato nazionale) ne sono la clamorosa conferma. Questa Commissione non esiste né per la maggioranza nè per l’opposizione. Ciò non vuoi dire che io non attribuisca alla questione “Roma Capitale” il significato e l’importanza che tutti sappiamo, ma semplicemente ritengo che tale questione possa essere meglio affrontata direttamente dalla Giunta e dalle Commissioni ordinarie per temi di competenza. Più in generale penso che dopo più di un anno sia necessaria una seria riflessione sulle Commissioni, per capire se effettivamente abbiamo bisogno per lavorare bene di 24 Commissioni consiliari Io capisco le esigenze legate ad un’Aula composta ormai di 19 Gruppi, ma ritengo che sia giunto il momento di fare ordine, per il bene della coalizione e per quello dell’Istituzione. Ciascuno deve saper far fare un passo indietro alle proprie ambizioni sia di potere che di visibilità, cercando di far prevalere un’idea di politica come servizio, mettendo se stessi dentro un’idea squadra. Attendono la nostra Aula scelte complicate, ma che se ben ponderate, regaleranno ai nostri concittadini un futuro più tranquillo. Io ho l’impressione che se non si recupera la “vocazione dell’amministratore” rischiamo di non farcela. Spero che queste mie dimissioni possano essere un utile contributo ad aprire un dibattito che permetta a tutti di riscoprire il gusto, l’amore e l’onere di essere un amministratore della Regione Lazio.”

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