

Il 22 maggio c’è stata la prima al Teatro Petrolini, a Testaccio, per Giuseppe Mincuzzi e il suo gruppo, I POèSIA
Dopo essersi esibito per la prima volta accanto al suo idolo Remo Remotti, al quartiere San Lorenzo, Er poeta metropolitano, al secolo Giuseppe Mincuzzi, ha esordito anche a teatro. Due giorni in scena insieme al suo gruppo, I POèSIA, al Teatro Petrolini di via Rubattino, al Testaccio. La prima martedì 22 maggio. Il 23 la replica.
“Vorei li negozzi come quello de Walter”, questo il titolo dello spettacolo che prende spunto da un ragazzo eccentrico, Walter, titolare di un negozio di noleggio film su DVD, un Blockbuster in piccolo, da sempre più attento ai rapporti umani con i suoi clienti piuttosto che vendere loro la sua merce. Pur giovane, Walter ricorda i negozianti di una volta, quelli che ti sapevano consigliare sempre per il meglio e che trattavano il cliente come un amico o come il loro più caro parente.
Per questa sua prima teatrale, Mincuzzi, che ha curato anche la regia, ha messo su uno spettacolo molto originale utilizzando diversi generi e differenti media.
L’apertura, una vera trovata, io lo definirei un colpo da prestigiatore, è stata fatta da Daniele Si Nasce, sosia e clone di Renato Zero, sia nell’aspetto che, soprattutto, nella voce. E la canzone non poteva essere la più indicata per introdurre il tema: Periferia. Daniele ha scaldato la piccola sala del Petrolini ed ha aperto la strada alla recitazione del Poeta metropolitano, che si è presentato al pubblico con una shirt arancione con la scritta AS Roma, alla faccia del Milan che stava giocando la finale di Champions League ad Atene.
E poi la musica del gruppo con Gianluca Battisti, alla tastiera, Renato Gattone, al contrabbasso, Stefano Pacioni, alle percussioni e la sempre gradita tromba del cubano Miguel Jieménez Diaz.
Le interpretazioni di Mincuzzi sono state introdotte, anche qui con arguzia, da contributi video molto intensi tra cui: Miracolo a Milano (in bianco e nero) di Vittorio De Sica, e Un giorno di ordinaria follia, il film del 1993 con Michael Douglas.
Il secondo atto, invece, ha visto la partecipazione dell’attrice Alessandra Musìo la quale, sotto la recitazione d’Er Poeta Metropolitano, ha interpretato la donna violentata della poesia “La violenza alla donna” e Cecilia, una donna che ha messo alla porta suo marito, violento e con il vizio del gioco e dell’alcool: “Cecì, te prego, daje, famme entrà pe’ l’urtima vorta, ascortame, te devo spiegà nun vojo riccontàtte le solite fregnacce apri ‘sta porta, nun te tocco, nun dirò parolacce. E più de ‘n mese che nun bevo, nun gioco, ciò bisogno der profumo de li fiji, pure pe’ poco. ‘Sta vorta è quella bona, lo sento, lo giuro m’hai detto tanto vorte che so’ ‘n immaturo ma ar còre nun se comanna, e io lo so che me voi bene, apri ‘sta porta! Nun te mette contro de me, nun te conviene! Scusame nun te volevo minaccià…”.
In conclusione, non c’è male per essere la prima volta. Mincuzzi ha unito, in un armonioso mix, poesia, teatro, musica e video in un solo ambiente. Ma ormai anche il teatro subisce l’influenza degli altri media. Sempre più autori fanno confluire sul tradizionale palcoscenico altri mezzi di comunicazione di massa come radio e televisione.
Comunque Er Poeta Metropolitano, oltre all’originalità, ha rivelato il suo talento anche al pubblico di un teatro storico come quello del Teatro Petrolini tanto che qualcuno, piacevolmente sorpreso, ha commentato: “Però, è bravo sto’ Mincuzzi”. “Beh! Er talento ce l’ha”.
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