

Dalle rilevazioni dei tecnici di Legambiente risultano inquinamenti acustici e per le polveri sottili
Il 10 luglio 2006 è stato presentato un esposto alla Commissione europea (Commissario all’Ambiente Mister Stavros Dimas) a carico della Repubblica Italiana per la violazione, nel caso dell’aeroporto “G.B. pastine” di Roma-Ciampino, delle direttive comunitarie in materia di valutazione d’impatto ambientale e limitazione degli effetti nocivi del rumore prodotto dagli aeromobili e sul rumore, è il risultato del monitoraggio sulle polveri sottili effettuato dai tecnici di Legambiente Lazio e del “Comitato per la riduzione dell’impatto Ambientale dell’aeroporto di Ciampino”.
Non poteva essere altrimenti visto gli allarmanti risultati che il monitoraggio ha prodotto. Dal 17 al 19 luglio ventiquattro luoghi sono stati complessivamente tenuti sotto controllo: 4 a Roma; 6 a Santa Maria delle Mole (frazione di Marino); 14 a Ciampino.
Tra i valori registrati sono tutti al di sopra del limite quelli per la concentrazione media giornaliera per le PM10 (polveri sottili respirabili, a causa del loro piccolo diametro), stabilita dalla normativa in 50 µ/m3, tranne due casi, in cui comunque, il valore medio che sfiora la soglia.
E’ via Niccolo Tommaseo a Santa Maria delle Mole di fronte alla Scuola “Elsa Morante” a registrare il peggior record con il triplo del valore rispetto al limite di legge.
Ma in cima vi è anche il Parco degli Acquedotti, nel comune di Roma, attraversato longitudinalmente per tutta la rotta di atterraggio degli aerei diretti a Roma-Ciampino. In un’area verde e senza interazione con il traffico si è misurato il valore di 301,83µ/m3, superiore sei volte al valore limite.
Per le TSP (particelle sospese totali) la situazione peggiore è sempre in via Niccolò Tommaseo. I peggiori valori si registrano nelle aree di decollo, così come per le PM2,5, le più insidiose perché con un diametro inferiore a 2,5 micron raggiungono anche gli alveoli polmonari, dove vista l’assenza di ciglia non è possibile espellerle.
I danni che queste polveri possono causare sono di vario tipo: sono mezzi di trasporto degli altri inquinanti, responsabili di irritazioni agli occhi, alle vie respiratorie, causano tosse e convulsioni, aggravano la salute di chi soffre di asma o di chi ha problemi cardio-respiratori e, infine, degradano i monumenti.
Tornando un po’ indietro negli anni si trova la spiegazione, non di certo giustificazione, a questa situazione insostenibile. Fino al 2000 l’attività di scalo dell’aeroporto di Roma-Ciampino è stata limitata ai voli di Stato e militari e a pochi charter, un’attività aeroportuale minima. Ciò spiega perché le abitazioni, e persino una scuola e un asilo, si trovano a non più di 150 metri dalla pista e sono legittimamente costruite secondo il piano regolatore. Nel 2000 l’AdR (Aeroporti di Roma) elegge l’aeroporto come scalo privilegiato per i voli low-cost diretti a Roma. Da quel momento l’incremento del traffico (un aumento da 700mila unità a oltre 5 milioni) è avvenuto nella più totale illegalità. Infatti non sono mai stati installati sistemi di monitoraggio del rumore, non sono mai stati effettuati controlli sui sistemi di monitoraggio, non è mai stata eseguita la valutazione di impatto ambientale, non è mai stata fatta la zonizzazione acustica dell’intorno aeroportuale (solo i tecnici di Legambiente segnalano che il rumore nelle abitazioni civili raggiunge i 105 dB), sono assenti i piani di risanamento e di abbattimento e contenimento del rumore, per concludere non è rispettato il divieto di volo notturno dalle 23 alle 6 (i voli di linea atterrano ben oltre le 24 e i postali arrivano e partono nel cuore della notte).
Dunque, un vero far west a cui l’avvio di procedura di infrazione a carico della Repubblica spera di mettere fine.
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