

A sollecitare l’intervento è stato il deputato di Fratelli d’Italia Luciano Ciocchetti, che in un’interpellanza al Viminale ha ripercorso la lunga parabola di questo edificio
Da oltre trent’anni non è più una scuola. Da quasi venti è un edificio fantasma, occupato e dichiarato inagibile.
L’ex scuola “8 marzo” di via dell’Impruneta, a Roma, torna oggi al centro delle cronache e, stavolta, la questione è arrivata direttamente sul tavolo del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il censimento effettuato ad aprile non ha cambiato le cose: l’immobile continua a essere abitato, nonostante i verbali della commissione stabili pericolanti parlino chiaro.
Eternit rotto, solai sovraccarichi, impianti elettrici precari, bombole del gas disseminate ovunque. Un cocktail micidiale che certifica l’inagibilità e accresce il rischio di incendio o crollo.
A sollecitare l’intervento è stato il deputato di Fratelli d’Italia Luciano Ciocchetti, che in un’interpellanza al Viminale ha ripercorso la lunga parabola di questo edificio: nato come scuola, abbandonato da oltre 35 anni, destinato nel 2006 a diventare un incubatore d’impresa mai realizzato e, infine, occupato nel 2007. Da allora centinaia di persone si sono alternate tra quelle mura pericolanti.
Ora Ciocchetti chiede a Piantedosi di muovere il prefetto di Roma: serve una riunione urgente per valutare lo sgombero e mettere in sicurezza l’immobile.
Nella sua interpellanza, il deputato solleva anche un altro punto delicato: la possibile connessione tra l’occupazione e la presenza di gruppi di latinos già finiti sotto la lente della prefettura.
La vicenda, che per anni è rimasta confinata al dibattito locale, si sposta così su scala nazionale. Con una domanda che resta sospesa: quanto tempo ancora potrà resistere l’ex scuola “8 marzo” prima che l’inerzia diventi tragedia?
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