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Fabiano Fabiani può essere consigliere d’amministrazione della Rai?

Per l'assessore alle politiche economiche Marco Causi è legittimo e compatibile con il ruolo di presidente dell'Acea

Il “nuovo” avanza, anche se qualcuno cerca di prenderne le distanze. Come i tredici consiglieri comunali che, dopo la nomina di Fabiano Fabiani a consigliere d’amministrazione della Rai ne hanno chiesto le dimissioni da presidente dell’Acea, la società del Comune quotata in borsa. La replica dell’assessore alle politiche economiche Marco Causi è stata secca e perentoria: la nomina di Fabiano Fabiani a consigliere Rai è legittima e compatibile.

Ma chi è il contestato neo consigliere Rai?

Fabiano Fabiani, 77 anni, presidente dell’Acea S.p.A. (nomina valida un triennio a partire dal maggio 2007), consigliere amministrativo di Suez Enviroment, da poco cooptato nel consiglio d’amministrazione della Rai in sostituzione di Angelo Maria Petroni (in quota Cdl), dopo quattro mesi di ricorsi, controricorsi e avvilenti scontri politici.

L’anziano manager ha subito dichiarato di voler rinunciare alla retribuzione di consigliere Rai. Le argomentazioni dell’assessore Causi a favore della designazione da parte del Ministro dell’Economia partono proprio da qui. L’incarico in Rai non comporta alcuna delega e verrà svolto gratuitamente; per di più in Acea Fabiani non ha deleghe gestionali. Ergo: l’incompatibilità non sussiste e pertanto la nomina del Ministro, date le provate e indiscusse capacità del manager è nomina eccellente.

I tredici consiglieri sono serviti. Noi, per dovere di cronaca, li vogliamo comunque citare (in rigoroso ordine alfabetico). Si tratta di Azuni, Bonessio, Carrozza, Casciani, Di Cesare, Figurelli, Galeota, Giulioli, Nobile, Quadrana, Spera, Stampete e Zimbelli. Tutti appartenenti a gruppi della maggioranza.

Risulta evidente come essi non intendessero esprimere riserve sulle doti manageriali di Fagiani (semmai, ad essere cattivi, solo sui suoi dati anagrafici) ma, in un momento delicato per la politica, porre un problema di etica.

Per questo consideriamo un segnale inquietante che la “contestazione” sia venuta da uno sparuto gruppo di consiglieri, tra cui spicca l’assenza dei rappresentanti dell’opposizione.

Sfortunato il paese che ha bisogno di eroi, diceva Brecht. Sciagurato il paese in cui le cariche (e le ricchezze) continuano a cumularsi in una sola persona e in cui occorrono leggi per non far eleggere i mascalzoni.

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