

Trasportati i primi 250 passeggeri nel volo inaugurale
Pesce d’aprile? Nossignori, dopo quindici anni si torna finalmente a volare da Roma a Washington. E senza scali intermedi. Il volo inaugurale è stato effettuato proprio il primo di aprile e i 250 passeggeri, alle ore 21.15 (ora della east coast), dopo nove ore di volo, hanno potuto sbarcare al Dulles International di Washington. Il nuovo collegamento diretto giornaliero con la capitale degli Usa è garantito da un vettore americano, la United Airlines. Secondo le stime la nuova tratta consentirà a 150 mila persone ogni anno di volare tra le due città, evitando soste fastidiose nelle aree di transito di altri scali.
Si parte ogni giorno da Roma Fiumicino alle ore 11.15, mentre dal Washington Dulles International il decollo è previsto alle ore 18.15 (ora locale s’intende). Durata del volo: 9 ore.
L’ambasciatore degli Usa a Roma, Ronald Spogli, ha dichiarato che “il ritorno del volo diretto tra le due capitali sta a testimoniare la presenza di legami forti tra i due paesi e la considerazione profonda che gli Usa nutrono verso l’Italia”.
Il sindaco Veltroni, da parte sua, ha salutato l’evento con una cerimonia in Campidoglio alla quale, oltre ai numerosi addetti ai lavori, non sono potuti mancare Pete Mcdonald, direttore generale della compagnia americana e Maurizio Basile, amministratore delegato di Aeroporti di Roma (AdR).
“Questo volo diretto – ha detto Veltroni – fa parte della strategia di potenziamento del turismo a Roma“. Una strategia vincente se è vero che i dati registrati nel primo trimestre 2007 nello scalo romano, rispetto ai primi tre mesi del 2006, hanno visto un incremento globale del traffico intorno al 7%. “Il traffico internazionale – ha proseguito il sindaco – è cresciuto del 9,7% e negli ultimi tre anni gli arrivi dal Nord America ( Usa e Canada) sono cresciuti del 41,6% “.
Dati estremamente significativi, come si vede. Ma il numero dei passeggeri che transitano a Roma (35 milioni solo nel 2006) dice ormai chiaramente che è ora di affrontare, una volta per tutte, il problema del terzo scalo.
Lo stesso Basile riconosce che Roma dovrebbe essere dotata di tre scali così divisi: Fiumicino hub, Ciampino city airport e il terzo low cost. Veltroni si dichiara d’accordo, a patto che “il terzo aeroporto sia gestito da AdR e che il collegamento con la città sia assicurato via ferrovia”. Giusto.
Parigi, Londra e Berlino il terzo scalo ce l’hanno da un pezzo. Noi, per ora, non abbiamo neppure un progetto. Eppure ne parliamo come se l’aeroporto fosse pronto domani. Bah….
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