Folla di gente per il concerto del Primo maggio

Da sfondo l'Unità d'Italia. Polemiche per la liberatoria fatta firmare agli artisti

Anche quest’anno il grande protagonista dello storico ‘Concertone del Primo maggio’ è stato il pubblico che, nonostante l’atmosfera caotica derivante dalla Beatificazione di Giovanni Paolo II, non ha mancato occasione di far sentire la sua imponente presenza.

La maratona musicale si è svolta all’insegna delle recenti celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, un tema molto sentito sia dal pubblico che dagli stessi artisti. Ad aprire il concerto una particolare rivisitazione dell’Inno di Mameli eseguita da Eugenio Finardi che ha anticipato l’entrata in scena del vero mattatore della manifestazione: l’attore Neri Marcorè.

Marcorè assieme al socio Luca Barbarossa, che dopo essersi esibito nel suo classico repertorio, si è lanciato in un insolito duetto sulle note del brano portato al successo da Albano e Romina "Felicità". In questo caso la coppia è stata trasformata in "Alfano e Romina" colpendo come bersaglio in maniera molto velata il premier Silvio Berlusconi. La satira è continuata con il mitico gruppo degli Elio e le Storie Tese che hanno proposto il brano "Sabbiature", l’elenco di una serie di avvenimenti politici, che vedono coinvolti anche gli stessi dirigenti della rete ammiraglia.

Nel pomeriggio la musica dei Modena City Ramblers che hanno intonato ‘I cento passi’ e ‘Bella ciao’ dedicandole alle vittime della mafia e della Resistenza e la bravissima cantante piacentina Nina Zilli con Giuliano Palma ed il cantastorie napoletano Edoardo Bennato.

A partire dalle ore 19 il palcoscenico si è acceso lasciando spazio ai "pezzi grossi" del panorama musicale italiano. Uno dei momenti più attesi dell’intero concerto è stato caratterizzato dall’arrivo della formidabile coppia Dalla-De Gregori, che per l’occasione, ha sfoderato alcuni tra i pezzi più celebri del loro repertorio.

Mentre ad infiammare letteralmente piazza San Giovanni ci hanno pensato i torinesi Subsonica presentando alcuni brani del nuovo album "Eden" e rispolverando quelli che sono divenuti pezzi simbolo degli anni 90′. Il mitico Caparezza si è aggiudicato, invece, lo screttro di re della piazza con una performance spettacolare che ha portato sul palcoscenico anche Tony Hadley dei Spandau Ballet duettando sulla nuova hit dell’artista salentino "Goodbye Malinconia".

Il tricolore ha ripreso vita quando, sotto una pioggia di applausi, il premio oscar Ennio Morricone ha eseguito la sua "Elegia per l’Italia", composta appositamente per la manifestazione, riscuotendo un enorme consenso da parte del pubblico. Raffinatissima l’interpretazione del ‘Va Pensiero’ di Gino Paoli.

Grande assente del ‘concertone’ quest’anno è stata la politica, causa le imminenti elezioni amministrative, che hanno portato l’emittente a far firmare gli artisti una liberatoria che imponeva di astenersi da "affermazioni, dichiarazioni o comportamenti che potessero influenzare il voto dell’elettore o fornire indicazioni di voto e da qualsiasi riferimento ai quesiti referendari", pena una multa di decine di migliaia di euro.

Questa decisione ha mandato su tutte le furie alcuni artisti, che hanno lanciato frecciatine in merito direttamente sul palco, come l’attore Ascanio Celestini che, prima di cominciare il suo monologo incentrato sul ricordo della Repubblica Romana ha dichiarato "non posso dire altro sull’Italia contemporanea perché prima nei camerini ho firmato un documento che me lo vieta, e che mi vieta anche kafkianamente di leggere il documento medesimo."

Ciò nonostante, il noto narratore non ha mancato di surriscaldare il clima esordendo con una velata polemica che ha colpito il Vaticano. "Evidentemente Papa Ratzinger ha deciso di beatificare oggi il suo predecessore – ha detto – perché negli altri 364 giorni avrà altri Santi da beatificare".

Dietro il palco anche altri artisti hanno denunciato la censura imposta con la liberatoria. Erriquez della Bandabardò ha dichiarato di aver firmato pensando si trattasse dei soliti documenti che si firmano prima di andare in televisione: "Nella nostra semplicità d’animo – ha dichiarato il cantante – devo dire che non l’avevamo letto, abbiamo firmato come una qualsiasi liberatoria. Me l’ha fatto notare Ascanio Celestini ora, è allucinante. Probabilmente contravverremo a questa cosa. Che male c’è a dire che c’è un referendum?"

Prontamente Marco Godano, organizzatore del concerto, ha preso le difese della scelta fatta dalla Rai con la proposta di questa liberatoria affermando: "Il contenuto della liberatoria che è stata firmata dagli artisti è quello previsto dalla legge. E’ quello che si fa in tutte le occasioni come questa – ha detto – perché lo prevede la legge sulla par condicio. Gli artisti che protestano sono persone che usano questo palco per i loro interessi e per farsi pubblicità – ha affondato Godano – Non è una protesta contro il Primo Maggio, semmai contro la par condicio".  

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