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Foto di Famiglia

Dalla nostra rubrica Psiche in movimento

Con il sottofondo di uno slogan televisivo, su di uno spot pubblicitario o di un reality in una fattoria, con o senza uno scambio di coppie, cresce notevolmente il numero di single, madri sole e convivenze. Ecco allora che, dopo le festività pasquali e fortunati ponti, obbligati momenti di ritrovo per le famiglie di oggi, le coppie separate tornano, con eventuali figli in affido, nelle loro singole case e i single convinti lasciano di nuovo il nido dei parenti vicini e lontani per migrare verso le loro solitarie spiagge. Rispetto a qualche anno fa, molto è cambiato nell’era della pay-tv, degli sms e del precariato.

Il processo di trasformazione delle strutture familiari continua a far registrare un incremento del numero dei single, tanto che un quarto delle famiglie (25,4 per cento) è rappresentato da persone sole, per un totale di 5 milioni e 624 mila individui (erano il 21,1 per cento nel 1994-1995).
Crescono le libere unioni o convivenze more uxorio, cioè unioni non sancite da un matrimonio (564 mila), e famiglie “ricostituite”, cioè formatesi dopo lo scioglimento di una precedente unione coniugale di almeno uno dei 2 partner (697 mila, di cui la metà coniugate e la metà non coniugate).
In aumento anche i nuclei monogenitore, che rappresentano l’11,9 per cento dei nuclei familiari. La maggioranza dei genitori soli è composta da donne, sia perché, di solito, in caso di separazione e divorzio, i figli vengono affidati alle madri, sia perché le donne hanno una maggiore probabilità di restare vedove.

Vista la progressiva crescita di questi fenomeni, sembra interessante e profondamente attuale riflettere sulle problematiche di coppia (o dei single?), sempre più complesse, all’interno di una società in cui sono cambiati, in modo radicale, i modelli coniugali, i ruoli e le modalità di espressione del genere sessuale.

In questa foto di famiglia, i legami appaiono sfocati, mentre, paradossalmente, vengono reclamati i PACS (Patti civili di solidarietà). Quindi, quelle coppie che possono, ma non vogliono sposarsi, non desiderano legalizzare il loro legame, ma rivendicano, analogamente ai coniugati, la posizione di erede legittimo, la reversibilità della pensione e simili trattamenti fiscali in tema di deduzione per familiare a carico, oltre alla possibilità di prestare assistenza ospedaliera, di intervenire in materia di trapianto di organi e di interdizione.

Sono d’accordo con Durkeim quando dice “Non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore di tutti. La famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa perché le circostanze sono diverse”. Allo stesso tempo, credo che sia opportuno rimpossessarsi di una responsabilità individuale intesa come una riappropriazione di scelte autonome e competenze specifiche, seppur all’interno di una realtà complessa e sfaccettata.

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