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Gestione del verde e appalti milionari: Fratelli d’Italia deposita un esposto alla Procura sui conti del Campidoglio

Sotto la lente gli incentivi sui tagli e la gestione dei residui

Un maxi piano da cento milioni di euro destinato alla cura e alla gestione delle alberature di Roma finisce al centro di un duro scontro politico e giudiziario che agita i palazzi del Campidoglio.

La federazione romana di Fratelli d’Italia, guidata dal deputato Marco Perissa, ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Roma chiedendo agli inquirenti di fare piena luce sui meccanismi di assegnazione, sulle modalità operative e sulla regolarità dei contratti stipulati negli ultimi quattro anni per la manutenzione del verde pubblico.

Un’iniziativa che punta a squarciare il velo su presunte anomalie contrattuali ed economiche, chiedendo al sindaco Roberto Gualtieri e alla giunta capitolina risposte precise su come vengono impiegate le risorse dei contribuenti.

Il dilemma delle perizie: “Trattamenti da 180 euro contro 2.000 euro a taglio”

Il primo capitolo dell’esposto prende in esame le dinamiche che stabiliscono la sorte dei fusti ad alto fusto della Capitale.

Secondo quanto evidenziato nell’atto inoltrato ai magistrati, le valutazioni agronomiche volte a stabilire se una pianta debba essere sottoposta a cure o se debba essere definitivamente abbattuta risulterebbero affidate a tecnici espressi dalle medesime ditte aggiudicatrici degli appalti.

Un impianto che solleva fondati interrogativi circa l’indipendenza delle diagnosi, specialmente alla luce del forte divario tra le tariffe riconosciute:

Fino a 180 euro per gli interventi di conservazione e cura agronomica;

Fino a 2.000 euro per ciascuna operazione di eradicazione e abbattimento.

Un meccanismo di rimborsi che, a detta dell’opposizione, rischia di creare una spinta economica sfavorevole alla conservazione del patrimonio naturale cittadino.

Immagine di repertorio

Il rebus del legname e il nodo delle ceppaie rimaste a terra

L’altro snodo cruciale della denuncia riguarda la tracciabilità delle oltre 250 mila tonnellate di legname prodotte dai tagli effettuati nell’ultimo quadriennio. Fratelli d’Italia chiede di verificare dove sia finito questo ingente quantitativo di materia prima e quali benefici – eventualmente anche di natura economica – ne abbia ricavato la collettività, considerando che i capitolati d’appalto prevedono già uno specifico compenso erogato alle imprese per le sole attività di smaltimento dei residui.

A completare il quadro c’è infine l’annoso problema delle ceppaie dimenticate sui marciapiedi. Sebbene le clausole contrattuali impongano la rimozione dei ceppi rimasti a terra entro 24 ore dall’intervento di taglio, le strade e i quartieri di Roma continuano ad mostrare i resti degli alberi recisi, sollevando riserve sul rispetto degli impegni presi e sul controllo dell’effettiva esecuzione dei lavori.

«I soldi dei cittadini romani devono essere amministrati con rigore, trasparenza e nel pieno rispetto dell’interesse pubblico» ha dichiarato Marco Perissa, chiedendo un’operazione di totale trasparenza sull’amministrazione di un patrimonio fondamentale per la vita della Capitale.

La replica di Alfonsi: da Perissa solo propaganda”

“L’esposto del presidente della federazione romana di Fratelli d’Italia è l’ennesima caduta di stile di chi, anziché studiare le carte, preferisce cercare il titolo sui giornali per alimentare una campagna elettorale altrimenti povera di contenuti.

Partiamo dai numeri, che Perissa finge di maneggiare con disinvoltura. Cento milioni in tre anni e non in quattro, non sono affatto “una cifra enorme” per un patrimonio di oltre 390 mila alberi e circa 4.000 ettari di verde urbano e storico tra i più estesi d’Europa. – dura la replica di Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura,Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale–  Sono, in media, 30 milioni l’anno: Roma Capitale investe circa 1,20 euro a mq per la cura del verde verticale e orizzontale, in linea con quanto spendono le altre grandi città.

Parliamo di una città che per decenni ha ricevuto cure insufficienti e che in questi ultimi anni sta recuperando molto del tempo perso. Peraltro, il contratto è frutto di una procedura di gara pubblica, attraverso un accordo quadro, sottoposto al controllo dell’ANAC e non si tratta di un affidamento discrezionale.

Il presidente della federazione romana di FdI sostiene poi che a decidere se abbattere o curare un albero sarebbe esclusivamente un tecnico scelto dall’impresa. È falso. La valutazione dell’agronomo della ditta incaricata è solo il primo passaggio, a cui segue una disposizione da parte della Direzione del Verde: a questa procedura la nostra Amministrazione ha aggiunto una ulteriore validazione finale da parte di agronomi specificamente incaricati dal Dipartimento Ambiente di Roma Capitale.

Non ci siamo fermati qui: abbiamo anche scelto di far ricoprire ad una figura di esperienza specifica come agronomo/forestale il ruolo di Direttore del Dipartimento Tutela ambientale, scelto tramite bando pubblico.

Quanto agli importi relativi agli alberi,  si tratta di prezzi unitari fissati dal prezzario della Regione Lazio.  Citare 180 e 2.000 euro come se fossero un incentivo ad abbattere è un’insinuazione grave, considerando che la decisione di abbattere non è in capo alle imprese. 

Si tratta di normali operazioni di manutenzione, tanto che a Roma, con un patrimonio arboreo consolidato di 352mila alberi, gli abbattimenti/decrementi (29.842) negli ultimi 5 anni determinano una percentuale annua dell’1,5%, ampiamente sotto la media annua del 2,5% per la mortalità arborea nelle città, riconosciuta in letteratura scientifica.

Ed arriviamo al tema del legname: le “250mila tonnellate” citate sono un dato che non sta in piedi, forse suggestione ricavata dai social o da opinioni di sedicenti esperti. Il materiale di risulta viene gestito secondo la legislazione nazionale sui rifiuti vegetali, con tracciabilità tramite formulari e conferimento a impianti autorizzati. Le operazioni di smaltimento, a carico delle ditte, sono riconosciute nel capitolato che prevede un compenso visti i costi di smaltimento.

Per quanto riguarda la questione delle ceppaie, su questo punto l’attento parlamentare ha un solo merito: ci offre l’occasione per ribadire che stiamo mettendo in campo una grande operazione di rimozione delle ceppaie dalle tazze lungo i filari stradali, che scontano un arretrato dei decenni precedenti. Dagli inizi di novembre, procederemo con la messa a dimora di nuovi 20.000 alberi.

Ricordiamo, dunque, a Perissa, ai suoi Fratelli e ai suoi alleati, interessati al tema del verde a seconda della convenienza politica, che sugli abbattimenti la linea di Roma è chiara: si abbatte l’albero quando mette a rischio l’incolumità pubblica, e per ogni albero tolto mettiamo a dimora più di un esemplare”.

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