

Lotta per sveltire il traffico e ridurre l'inquinamento sono le priorità con un cambio di immagine della Municipale
Giovanni Catanzaro, 62 anni, vigile urbano dal gennaio 1975 è dal 26 settembre il nuovo comandante della polizia municipale di Roma. Durerà in carica fino al luglio del 2009.
E’ già stato in passato comandante dei gruppi XII, XIII, XIV, del Git, dal 1981 al 2002 ha guidato il centro storico. Da quattro anni è vice comandante con delega ai Grandi Eventi. Dopo la cessazione, nel maggio 2006, dalla carica del comandante Zanetti è stato comandante ad interim per due volte fino alla nomina definitiva.
Nel corso di una conferenza stampa, Catanzaro ha annunciato la nomina dei nuovi vice comandanti: Angelo Giuliani e Donatella Scafati (attualmente comandanti rispettivamente del I e II gruppo). Con essi ha assicurato “faremo un giro di tutti gli uffici per stringere un collegamento più saldo con tutto il personale, formare una squadra omogenea e lavorare a tutto campo.”
Catanzaro potrà contare su 6.200 vigili in servizio cui si aggiungeranno con i poteri speciali conferiti al sindaco altri 1300, mentre 300 andranno in pensione. Si dovrebbe quindi arrivare a 7.200. Ma il nuovo comandante mette le mani aventi: “Il reclutamento di nuovo personale a tempo determinato comincerà subito, ma gli agenti nuovi saranno in servizio tra qualche mese e noi dobbiamo far fronte con il personale che abbiamo il traffico natalizio, notoriamente il periodo più difficile per la Capitale.”
La priorità della polizia municipale è ovviamente, secondo il Comandante, il traffico che strangola la città anche con l’inquinamento atmosferico. Ma, promette Catanzaro ci sarà finalmente un coordinamento con i tanti ausiliari del traffico delle diverse società, perché lo stabilisce la legge e spetterà alla Municipale coordinare queste figure, senza lederne la professionalità.
Sull’armamento il neo Comandante è scettico: “Credo che la pistola crei più problemi che altro.”
L’ambizione di Catanzaro, consapevole che i vigili non sono molto amati dai romani, è “di far passare tra tutti i vigili la consapevolezza che noi svolgiamo un servizio che non è raccogliere soldi, ma lavorare per una migliore vivibilità della città. Se si fa una contravvenzione per divieto di sosta, non si fa per portare soldi, ma è per migliorare la scorrevolezza del traffico, creando meno intralci ai mezzi pubblici. Le costruzioni sulle falde significa acque inquinate se noi vigili non sorvegliamo. Il messaggio deve passare attraverso l’opera quotidiana di ogni singolo operatore che deve avere consapevolezza di assolvere a un compito per la città.”
Parole sante. Che i vigili lo ascoltino.
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