

Intervista ad Antonella de Gregorio, Vice Presidente Federalberghi Roma
Come nei fumetti Marvel, un sosia di Goblin ha sequestrato la Città eterna. Sono ormai due anni che tiene in ostaggio i romani privandoli delle loro abitudini, e le strade, le piazze affollate di turisti sono un ricordo lontano. Ogni tanto, con la bella stagione, il mostro verde gioca al gatto col topo. Allenta la presa, crea illusioni, distende il clima, apre le braccia al forestiero, ma non è che una trappola. Nessun supereroe, balzando da un tetto all’altro, è di fatto venuto a salvarci dal virus, ed ora, la diffusione della variante Omicron e le nuove restrizioni per il contenimento dei contagi, stanno distruggendo definitivamente il settore alberghiero già in crisi.
Circa un anno fa, la Vice Presidente di Federalberghi Roma, Antonella de Gregorio, illustrò su queste pagine, la trasformazione di un suo albergo in Covid hotel. Le chiediamo oggi se ospita anche in questo periodo i malati asintomatici. No. – risponde Antonella – Mi è stato chiesto anche quest’anno ma non me la sono sentita. Rimettere in piedi la struttura non è stato semplice. Il Covid hotel ha avuto una grande utilità sociale e mi ha permesso di sopravvivere, ma abbiamo poi dovuto rimettere tutto a posto, compreso il ranking per le vendite.
Dunque c’è stata una nuova richiesta d’uso degli alberghi come Covid hotels?
Si, c’è stata una recente richiesta esplorativa ma non so se sia poi andata a buon fine.
Quando erano stati chiusi i Covid hotel?
Il nostro è stato chiuso a febbraio 2021 per cui ci siamo ritrovati a marzo vuoti, senza alcun reddito e con l’albergo da rimettere a posto. Ma siamo piccole aziende, non disponiamo di grandi capitali, viviamo del nostro lavoro, non di altro.
Si era parlato di ripresa…
Sì, io ho anche un albergo in centro che a maggio dell’anno scorso è stato riaperto. Abbiamo ricominciato a lavorare con un 20 per cento di occupazione, poi piano piano siamo passati al 30 e a settembre-ottobre raggiungevamo il 40-50 per cento. Ma appena c’è stato l’annuncio della variante Omicron sono cominciate le disdette, anche per il periodo di Natale e Capodanno, che si preannunciava buono. Soprattutto non c’è più stata alcuna prenotazione. Noi ci ritroviamo adesso in questa situazione. Non sappiamo più cosa fare per salvarci. Le aziende hanno bisogno di programmazione. Io per il momento ho dato al personale le ferie anticipate, i permessi retribuiti, ma so di cooperative che operano nelle pulizie che stanno licenziando. Se l’albergo è vuoto. anche se ha dato l’appalto per il servizio interno alla cooperativa, non la chiama … cosa facciamo pulire?
Il nuovo decreto impone per la frequentazione degli alberghi il super green pass e non più il semplice green pass, cosa cambia?
Cambia più che altro per il fatto che il nostro green pass non riconosce altri tipi di vaccino usati all’estero. Ad esempio quelli russi o quelli cinesi non sono riconosciuti in Italia. Se volessero, anche in futuro, venire persone vaccinate in questi Paesi, noi non possiamo e non potremo riceverli. Così si va ad alimentare il business sommerso che non è soggetto a controlli e non è tracciabile.
Per quanto riguarda i ristori, non state ricevendo nulla?
Abbiamo ricevuto il fondo perequativo, che è a fondo perduto. Sono cifre che sembrano enormi ma poi, rispetto alle spese di un albergo, sono nulla. Tra locazioni, personale, utenze, manutenzioni e gestione ordinaria, un fondo perduto una tantum non risolve il problema. Dovrebbero prolungare le moratorie sui mutui, ci devono dare la cassa integrazione, sospendere le rate dell’IMU e darci il credito d’imposta per le locazioni perché è complicato anche pagare il 40 per cento delle locazioni. Le aziende sono sempre più indebitate e ci vorrà più tempo per sanare questi debiti, ci sono colleghi che hanno ricevuto sfratti… ci sentiamo sotto assedio e non sappiamo cosa fare.
La situazione è diversa per i luxury hotels, gli alberghi a cinque stelle del centro?
No. Magari alcuni sono grandi alberghi, società più grandi per cui hanno più risorse per resistere, ma i problemi sono gli stessi per tutti, se non c’è lavoro non c’è per nessuno. Le spese invece ci sono tutti i giorni: se hai il ristorante che lavora o non lavora per niente, il personale lo devi comunque ridurre, se era tarato per 100 coperti e ne fai 10 al giorno è chiaro che devi ritarare anche il personale… Non viaggia più nessuno, i turisti stranieri non ci sono più ed il mercato interno si è fermato completamente e noi abbiamo bisogno di una prospettiva per poter lavorare, per poter sperare di lavorare..
Scrive la poetessa Martha Medeiros:
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi non viaggia…
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Finalmente una descrizione chiara della situazione turistica romana.