

Il 9 con Marco Moriconi. Sabato 10 e domenica 11 con Carlotta Piraino. Il 16 la compagnia di danza MAddAI. Il 23 con Elvira Frosini e Ilaria Patamia
Kataklisma teatro, realtà indipendente nel panorama del nuovo teatro di ricerca, ripropone anche per il mese di febbraio 2007 due occasioni di connessione con altri artisti che contraddistinguono la sua politica di elaborazione e scambio, animatrice da tre anni di questi incontri nella sua sala al Pigneto, in via Giovanni De Agostini, 79.
Venerdì 9 febbraio, ore 21.00, (ingresso sottoscrizione 1 euro con vino e spuntino) sarà di scena “Il Marciapiede 2” di e con Marco Moriconi (per le iniziative di “Uovo” , uno spazio riservato alle performance).
Un curioso personaggio, una stazione ferroviaria e il microcosmo che la anima sono i protagonisti della storia. L’indifferenza umana, che rasenta il surreale e l’assurdo fino a farci sorridere, ci presenta una realtà che a molti di noi sfugge. L’ultima riga si prende la vita.
Marco Moriconi è nato a Roma nel 1961 e, pur coltivando la passione della scrittura, si mette a fare il ferroviere. Debutta ufficialmente in teatro nel 2004 con la commedia "Adelia", diretta da Ugo de Vita. Dal connubio artistico con Andrea Testa nascono diversi spettacoli composti da monologhi, allestiti al Teatro Piccolo re di Roma, Accento Teatro, Teatro Vascello.
—
Sabato 10 febbraio, ore 21.00 e domenica 11 febbraio, ore 18.00 (per “Generatore X” – il teatro fuori mercato)) "I quaderni di Lia Traverso" di e con Carlotta Piraino (ingresso sottoscrizione 7 euro).
La ricerca di Carlotta è proseguita oltre il laboratorio universitario che Ascanio Celestini ha tenuto all’Università Roma Tre nel gennaio 2004, una delle tappe di ricerca del suo ultimo lavoro sulla memoria del manicomio "La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico": ne è nato un racconto che nel tempo si è ampliato e che continua a modificarsi, per lei una sorta di cantiere in cui confluiscono suggestioni, esperienze, idee nuove.
Fondamentale è stato l’incontro con il libro "D’ogni dove chiusi si sta male", edito da Sensibili alle Foglie, nel quale è pubblicato il quaderno di una giovane donna – Lia Traverso – che scrive internata nel Manicomio di Roma. La storia di Lia è stata ricostruita sulla base dei suoi scritti, delle testimonianze dello psichiatra che li ha raccolti e di quelle di chi, in quegli anni, lavorava al Santa Maria della Pietà.
Venerdì 16 febbraio, ore 21.00, (ingresso sottoscrizione 1 euro con vino e spuntino) sarà la volta di “acerbo” della compagnia MAddAI (in UOVO.spazio performance); per la coreografia di Simona Lobefaro, la danza di Alessandro Lumare e Luna Paese.
“acerbo” è un progetto di ricerca avviato dai MAddAI su ciò che non ha contorni netti, che non si definisce. Sull’accenno. Sull’incompiuto. È un corpo permeabile quello investigato, un corpo che rinuncia ai suoi confini, le cui intenzioni mutano velocemente; la cui presenza, ambigua, incerta, si sposta tra il “normale” e la scena. Il tempo sospeso, dilatato, forse immobile, né inizio né fine. Tra la ciclicità e la variante.
MAddAI nasce nel 2000 da un’idea della coreografa Simona Lobefaro e prosegue, nella poetica e nella ricerca sul movimento, l’esperienza del gruppo Happy Suicide (S. Lobefaro, M. De Angelis, A. Agrillo, 1998). MAddAI ricerca una danza che non sia intrappolata nelle forme ma si risolva in energia generosa che si sprigiona, una danza che pur attingendo dall’esistente, dal quotidiano, lo filtra attraverso l’estraniamento e l’ironia.
—
Venerdì 23 febbraio, ore 20.30 e 21.15, sabato 24 febbraio, ore 20.30 e 21.15 (in “Generatore X – il teatro fuori mercato”); sarà in scena “Istruzioni per la sopravvivenza”, di e con Elvira Frosini e Ilaria Patamia di Kataklisma (ingresso sottoscrizione 4 euro – SOLO SU PRENOTAZIONE)
Si tratta di performance della durata di circa 20 minuti. Istruzioni, regole, segnali, reticolato di messaggi che coinvolgono imprevedibilmente lo spettatore ponendogli il quesito della passività, gioco serio tra il bosco dei segnali della civiltà e la presenza sotterranea della violenza e della precarietà sotto la mappa apparentemente rassicurante delle regole civili.
"Il ridurre-a.oggetto: non è questa la fonte principale della violenza? La feticizzazione, all’interno della comunicazione pubblica, di uomini e processi vivi e contraddittori, fino a cristallizzarli in pezzi prefabbricati e quinte teatrali: morti essi stessi, e che uccidono gli altri." (Christa Wolf – Premesse a Cassandra)
Ma cosa significano Generatore X e Uovo? Lo abbiamo chiesto ai responsabili di Kataklisma.
"GENERATORE X – il teatro fuori mercato" è lo spazio aperto di rappresentazione, scambio e condivisione di pratiche teatrali. Dunque un luogo, un’ipotesi, un tentativo di mettere in atto un sistema in cui la necessità è allo scoperto, è urgente. Un luogo però anche periferico, fuori mercato, che si traduce concretamente nell’offerta di uno spazio in cui rappresentare, proporre, confrontarsi e far circolare i saperi, le pratiche, barattare la propria presenza, confrontare linguaggi e lavori.
UOVO è invece lo spazio che, in alcune serate di venerdì, Kataklisma mette a disposizione per performance, work in progress, letture, incontri, condivisione, visibilità. Un appuntamento battezzato "Uovo" poiché informale, aperto, una cellula di possibilità, al contempo conchiusa, delineata, semplice e necessaria come l’uovo; nata dall’esigenza di scambiare percorsi, di tentare di abbattere l’isolamento nel quale ci si sente immersi.
Chi ha usufruito di questi due spazi?
Negli ultimi tre anni "Generatore X" e "Uovo" hanno ospitato e ospitano, oltre agli spettacoli e alle performance di Kataklisma, numerosi artisti e gruppi, tra i quali Imago Mundi, Chiara Girolomini, Marco Cortesi, Giuseppe Bersani, Elena La Puca/Delia Caridi, Cristina Meloro, Teatro della Centena, Resextensa, Perypezyeurbane.
Quali sono le linee salienti, le caratteristiche di Kataklisma?
Kataklisma teatro è uno dei tanti "corpi resistenti" del teatro emergente e dei nuovi linguaggi della scena contemporanea. Si muove intorno all’"esserci", alla presenza fisica sulla scena, al passaggio, all’attraversamento del luogo: inevitabilmente il lavoro è sull’assenza, come condizione costantemente sperimentata, sull’evocazione e il riverbero della presenza, sull’insolito e il paradosso. Kataklisma assume come elemento fondante il corpo in scena come realtà/portatore di residuo/scarto. Il lavoro è trasversale: percorre, attraversa e scardina vari generi, segni e mezzi per tentare di ricodificare momentaneamente linguaggi e sensi, sfugge programmaticamente a una classificazione. I progetti s’innestano in spazi di rappresentazione tradizionali, luoghi non convenzionali: performance, incursioni in spazi urbani, microperformance, installazioni, spettacoli.
Avete partecipato a rassegne e festival?
Abbiamo partecipato con i nostri lavori a varie rassegne, progetti, festival. Tra gli ultimi: "Ubusettete – rassegna di alterità teatrali", 2005 e 2006, RialtoSantambrogio – Roma; New Contaminate Art Festival 2006, L.A.R.Te.S/Aversa; "Body Shot"- il corpo e il movimento, 2006 e 2007, RialtoSantambrogio – Roma; Festival Interferenze, 2006 – Teramo; Rassegna "Ogni carne ha il suo spirito", Cittadella della Cultura, dicembre 2006 – Bari; rassegna ANTICAMERE/Drink in Art di Eliseocafè 2006-7, Teatro Eliseo – Roma; è stato finalista con lo spettacolo "Reperto#01" al festival "Le voci dell’anima. Incontri teatrali", 2006, Teatro della Centena – Rimini.
Kataklisma teatro è in via Giovanni De Agostini, 79 – Roma (Pigneto) – tel 338 3476616 – web: www.kataklisma.it – e-mal: kataklisma@kataklisma.it
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.