

Si riuniscono a San Giovanni e vogliono: casa, lavoro, futuro e democrazia
Ogni sera, da oltre due settimane, si riuniscono per le strade di Roma. La loro piazza è ormai diventata San Giovanni, dopo aver però invaso letteralmente molte altre piazze della capitale. In tanti studiano, altri lavorano: sono gli “indignati” trascinati dall’onda lunga delle mobilitazioni in nord Africa prima e in Spagna poi. E’ un movimento neutro questo, senza né colori né bandiere. Le parole chiave del movimento sono: casa, lavoro, futuro e democrazia.
Ognuno arriva in piazza San Giovanni quando vuole e quando può, sempre nel pomeriggio, secondo l’autorizzazione della questura.
C’è un ordine del giorno ben preciso: si comincia con un’assemblea plenaria (cioè a cui hanno il diritto di partecipare tutti i membri presenti) per fare il punto della giornata, stabilire i gruppi ed assegnare ad ognuno un compito. Ad accogliere i nuovi arrivati che vogliono partecipare c’è uno stand informativo che fornisce tutti i dettagli dell’iniziativa.
Ovviamente, per mantenere l’ordine in piazza sono state fissate delle regole ferree: niente alcol prima di sera, nessuna violenza, ogni decisione viene presa democraticamente per alzata di mano e alla fine dell’incontro tutti ripuliscono l’area dalle cicche di sigarette e dalle carte gettate a terra.
Tema caldo degli ultimi giorni è stato naturalmente il referendum del 12/13 giugno.
E’ un peccato che le azioni degli indignati fino ad ora non hanno ottenuto spazio sui grandi organi di informazione e gli appuntamenti e le iniziative sono state organizzati solo ed esclusivamente attraverso internet, soprattutto tramite Facebook.
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