

Venerdì 16 per l’edilizia scolastica contro l’indifferenza degli organi scolastici e delle istituzioni
Una protesta unitaria degli studenti degli istituti d’istruzione superiore della periferia Roma Est era nell’aria. I primi incipit lanciati dall’occupazione dell’ I.I.S “G.Falcone” e dai continui sit-in sotto i propri edifici del Di Vittorio, del Lattanzio e in particolar modo dell’ IPSCT “Virginia Woolf” hanno creato quella naturale unità fra gli studenti dei municipi VI, VII ed ora anche dell’ VIII che li ha portati ad organizzare un’iniziativa comune.
Ad accogliere e far unire le rivendicazioni delle singole scuole di periferia ci ha pensato il Coordinamento Student* VI-VII Municipio che, riunito in assemblea, ha indetto un sit-in per la mattina di Venerdì 16 Dicembre alle ore 9:00 a piazza dei Gerani (Centocelle, VII Municipio). Invitando gli studenti del territorio di Roma Est a non entrare a scuola e a raggiungere la piazza, il coordinamento lancia la sua piattaforma per il sit-in:
– per l’edilizia scolastica
– contro l’indifferenza degli organi scolastici e delle istituzioni
“Il Coordinamento si schiera al fianco degli studenti – si legge in un comunicato – poichè ritiene inammissibili le situazioni, a dir poco vergognose, che si sono venute a creare in queste scuole, tra le quali vi è anche l’indifferenza da parte degli organi scolastici e delle istituzioni nei confronti di tali problemi”. Una presa di posizione senza se e senza ma dall’organizzazione studentesca che conta referenti nei licei classici statali Immanuel Kant e Benedetto Da Norcia e negli scientifici statali Francesco D’Assisi e Tullio Levi Civita oltre che nell’ Istituto Tecnico Industriale "Giovanni Giorgi", tutte scuole mobilitate per l’iniziativa di Venerdì mattina.
Continua a lamentare l’indifferenza degli organi scolastici e in particolare della propria Dirigente Scolastica, Michela Miele, Rappresentante degli Studenti nel Consiglio d’Istituto dell’ IPSC “Virginia Woolf”, la quale dichiara: “non riesco a capire come può fregarsene così degli studenti della sua scuola – e continua – Fino a che non ci farà vedere con i nostri occhi e avremo una conferma che la scuola è a norma da qualcuno che se ne intende noi non smetteremo di manifestare”.
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