

Il 24 febbraio il Consiglio di Stato deciderà se i cittadini dovranno tornare a votare
Tutto è iniziato con le dimissioni di 17 consiglieri comunali, che, in contrasto con il Sindaco Lippiello su questioni come Piano regolatore e concorsi pubblici, hanno deciso di far saltare l’amministrazione in carica.
Ma un vizio di forma nell’autentica delle deleghe, all’atto delle dimissioni, ha permesso a Lippiello di reinsidiarsi. Il Tar gli aveva dato ragione e aveva sospeso lo scioglimento del Consiglio. Le dimissioni legittime, secondo il tribunale, erano solo dei tre consiglieri che si erano presentati personalmente e per questo c’era stata la surroga dei 3. Ma i 17 consiglieri non si sono arresi e quando il presidente ha convocato il consiglio con 13 consiglieri – attraverso un atto illegittimo perché la normativa prevede la metà più uno dei consiglieri totali – il Consiglio di Stato ha sospeso la sospensiva del Tar e Lippiello ha dovuto abbandonare, di nuovo, la poltrona.
Il 24 febbraio il Consiglio di Stato si esprimerà in merito; se confermerà la sospensiva a giugno i cittadini di Guidonia torneranno a votare. Altrimenti, in attesa del giudizio del Tar del 26 marzo, i consiglieri dimissionari torneranno in aula. Tutti tranne 3.
Per ora Guidonia è senza governo, c’è un commissario prefettizio che, però, ha più un potere tecnico che politico. E non è una buona notizia per i cittadini che, da anni, chiedono risposte importanti soprattutto di natura urbanistica. In alcune circoscrizioni di Guidonia ci sono ancora strade non asfaltate, prive di impianti fognari e i collegamenti con Roma sono congestionati. Le grandi attese infrastrutturali come la Nomentana bis, nonostante gli annunci ottimistici, sembrano, ancora, un miraggio.
Anche il Comune di Roma è in ritardo sulle grandi opere come l’allargamento della Tiburtina e le complanari all’A 24 che avrebbero dovuto alleggerire il traffico proveniente da Roma Est .
I cittadini lamentano anche la carenza di strutture, scuole e servizi pubblici e chiedono maggior sicurezza. Intanto, ancora sotto choc per la violenza dei mesi scorsi, gli abitanti hanno optato per il fai da te e si sono organizzati in ronde. Per tutto il resto Guidonia, la seconda città più popolata del Lazio, deve aspettare. Come d’altronde è, ormai, abituata a fare, da tempo.
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