

In scena la resa teatrale del celebre film di Arcand Le invasioni barbariche
Dal 15 gennaio al 3 febbraio 2008 la compagnia Attori&Tecnici mette in scena al Teatro Vittoria “Le invasioni barbariche” tratto dall’omonimo film di Denys Arcand per la regia di Attilio Corsini.
Corsini era alla ricerca di chi rappresentasse il disagio, il malessere, l’insofferenza di chi è costretto a vivere in una società così imbarbarita occupandosi di cultura. Chi lo rappresentasse con l’ironia, la profondità e la leggerezza di un Cechov. Ha trovato Les invasions barbares di Denys Arcand e gli è sembrato che facesse al caso suo.
La storia si svolge attorno a Rémy, cinquantenne divorziato, che si trova in ospedale. La sua ex moglie, Louise, chiede al loro figlio Sébastien di tornare a casa da Londra, dove ora vive. Sébastien esita; sono anni ormai che lui e suo padre non hanno più molto da dirsi. Finirà per cedere e volerà a Montreal per aiutare sua madre ad assistere il padre. Appena arrivato, Sébastien mette in moto i suoi agganci e smuove ogni cosa per facilitare la prova che attende Rémy. Soprattutto riunisce intorno al letto del padre l’allegra brigata che ne ha popolato il passato: parenti, amici, ed ex amanti. Cosa sono diventati in quest’era di "invasioni barbariche"?
Arcand ha detto di aver scritto la sceneggiatura del suo film in due anni: “ Il soggetto mi sta dando la caccia da molto tempo – ha dichiarato l’autore nel 2003 – ma mi sembrava sempre di non riuscire a trovare il giusto approccio. Finiva sempre in sceneggiature tetre e deprimenti. Un giorno, mi è venuto in mente che avrei potuto rimettere insieme il cast di personaggi meravigliosamente stravaganti di "Il declino dell’impero americano": il loro senso dell’umorismo, il loro cinismo e il loro genio avrebbero rivissuto nella leggerezza alla quale aspiravo.
Remy è convinto che siamo entrati in un’epoca di barbarie. Crede che la civiltà occidentale, cominciata con Dante e Montaigne, stia per scomparire. Per lui, ciò che conta è la conservazione della parola scritta, il manoscritto, come nel Medioevo. Sarà questo il compito di Nathalie, visto che erediterà la sua biblioteca. L’impero americano è il dominatore assoluto del mondo. In quanto tale, dovrà costantemente respingere il flusso di attacchi barbarici. L’11 settembre è stato il primo che è riuscito a colpire al cuore l’impero. Il primo di molti a venire…
Mi sento sempre più fuori sinc con la realtà contemporanea. Immagino che sia il segnale più comune del diventare vecchi. La costante accelerazione della vita e il ronzio dei media sono qualcosa di repellente per me. I film digitali mi interessano poco. Amo i dialoghi e gli attori. Sono convinto che le nazioni siano una specie in via d’estinzione. Per le generazioni future la nozione di confine sarà quasi irrilevante. Il figlio di Remy va in quella direzione. E’ già là. Ci saranno da una parte cittadini americani e dall’altra estranei non residenti. Visti da Washington, i francesi, i bulgari o i giapponesi sono un’unica medesima cosa: barbari".
REGIA: Attilio Corsini
INTERPRETI: Viviana Toniolo, Stefano Altieri, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Annalisa Favetti, Roberto Della Casa, Franco Mirabella, Massimiliano Franciosa
Indirizzo: Teatro Vittoria – Piazza S. Maria Liberatrice 8
Tel: 065740598
ORARI SPETTACOLO:
tutti i giorni ore 21.00
domenica ore 17.30
mercoledì seconda settimana ore 17.00
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