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I cani randagi si impossessano del Parco archeologico di Centocelle

Malgrado le numerose segnalazioni di pericolo, la muta di randagi staziona indisturbata dalla parte del campo nomadi

“Io al parco archeologico di Centocelle non ci vado. Ho paura, – ci dice Giancarlo, un abitante del quartiere Villa de Sanctis – perché c’è un branco di sei-sette cani randagi di cui non mi fido”.


“Io neppure, – fa di rimando Anna Maria – perché ho saputo che una persona è stata accerchiata da quegli animali randagi per quasi un’ora”.


E’ da quando insomma è stato inaugurato il nuovo Parco (il 9 settembre 2006) che questo branco di cani si è praticamente impossessato di una metà circa dell’area verde, quella prossima al campo nomadi, incutendo un po’ di paura ai visitatori (piccoli e grandi) che iniziano a frequentarlo.


Le segnalazioni e le richieste telefoniche d’intervento sono state numerose: alla polizia, al gruppo VII dei Vigili Urbani, allo stesso comandante dei VV.UU. del Settimo Municipio e, per ultime quelle rivolte direttamente alle guardie forestali che pattugliavano (finalmente) l’area verde.


Purtroppo finora non ci sono stati riscontri positivi.


Per evitare il peggio molti visitatori evitano perciò di passeggiare in quella zona, non si sa mai.


I cittadini sappiano allora che gli ettari del parco fruibili tranquillamente diventano solo la metà dei 33 complessivi aperti di recente al pubblico. L’altra metà sta diventando di fatto area riservata solo ai cani (non autorizzati).


Buon divertimento a tutti. 

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