I dieci anni della Comunità Territoriale dell’ex Decimo Municipio Cinecittà

La consiliatura apertasi con l’elezione di Alemanno a Sindaco di Roma nel 2008 si è chiusa con una battaglia condotta con un certo successo dai comitati e dalle realtà partecipative cittadine per impedire l’ultima vergogna: l’approvazione di ben 64 delibere urbanistiche che avrebbero ulteriormente coperto di cemento a gogò questa nostra bella ma disgraziata città. Disgraziata per aver dovuto sottostare ad amministratori incapaci, inadeguati e meschini.

Anche la consiliatura municipale è teminata e quella nuova che si aprirà sarà di un nuovo Municipio, il VII, risultante dall’unione del X con il IX: un mostro territoriale da San Giovanni a Vermicino. E’ dunque tempo di bilanci. La cosa coincide con un anniversario che merita una certa attenzione: i dieci anni di fondazione della Comunità Territoriale del X Municipio. L’unione dei Cdq e di alcune associazione che costantemente in questi due lustri hanno lavorato sui problemi urbanistici, ambientali, trasportistici e del decoro urbano che attanagliano quartieri diversi tra loro. Un territorio diviso dalla cesura del GRA, densamente edificato all’interno dell’anello autostradale e in forte e disordinata espansione al di là di esso. Lo sforzo che ha contraddistinto i “comunitari” è stato quello di proporre alle rappresentanze politiche e agli amministratori municipali, praticamente le giunte Medici susseguitesi in questo decennio, e anche a quelle comunali del centrosinistra veltroniano prima e del centrodestra alemanniano poi, una visione di sviluppo sostenibile del quadrante territoriale. Uno sviluppo anticementificatorio basato sulla valorizzazione delle risorse del territorio: da quelle produttive come l’industria cinematografica e multimediale a quelle agricole e dei Parchi archeologici degli Acquedotti e di Centocelle. L’altra grande battaglia la Comunità dei Cdq ha cercato di condurla sulle riqualificazioni dei quartieri attraverso i Print e sulla realizzazione dei servizi per le ex borgate e i nuovi insediamenti di 167.

Se si dovesse trarre un bilancio di questi due lustri in cui il territorio municipale è stato assalito oltre il GRA dalla disseminazione dei centri commerciali e da un’espansione edilizia pesante e priva dei servizi, quei servizi appunto che fanno di un abitato una città, sarebbe un bilancio magro dal punto di vista dei risultati ottenuti. L’udienza politica è stata scarsa. Gli amministratori hanno molto chiacchierato di sviluppo, di riqualificazione della nostra periferia ma la qualità della vita dei cittadini non è migliorata; anzi. Il traffico e gli inquinamenti sono cresciuti, le aree verdi si sono ridotte, è mancata l’unificazione del Parco degli Acquedotti con l’area verde di Villa Settebassi, la raccolta differenziata dei rifiuti è rimasta al palo, le strutture culturali e civiche, dal Teatro ‘900 alla “casa della città”, sono rimaste lettera morta come, del resto, i “punti verde qualità”, sprofondati negli scandali del malaffare che hanno avvolto l’amministrazione di Alemanno, e le strutture sportive mai nate come il Polo pubblico davanti all’Ikea.

Quando i Cdq e la Comunità territoriale cominciarono a discutere il nuovo PRG di Veltroni si accesero molte speranze. Ci fu molta partecipazione alle discussioni progettuali sulle grandi aree di Torrespaccata, di Anagnina e di Romanina. Molti pensarono che quella fosse l’occasione per invertire il tragico destino all’espansione continua della città verso i Castelli romani. Ma alla fine, fra deduzioni e controdeduzioni, accordi di programma e compensazioni di “diritti edificatori” inesistenti, le promesse risultarono fallaci e la partecipazione generosamente espressa dai cittadini fu archiviata quando non si tentò di usarla per infiocchettare indecenti speculazioni come quella sulla centralità di Romanina.

Il risultato più importante, sebbene provvisorio, dell’azione dei “Comunitari” è stato quello di contrastare e finora impedire che le ultime grandi aree sopra citate, quasi 200 ettari, venissero riempite di milioni e milioni di mc. di edilizia speculativa. Il contrasto alla rendita immobiliare è stato netto e radicale mentre dalle parti dei rappresentanti politici municipali e comunali i più o acconsentivano o tentennavano cercando un’impossibile compromesso all’insegna della “riduzione del danno”.

L’iniziativa comunitaria ha segnato il territorio. Si è cominciato nel 2002 con il “Pratone” di Torrespaccata dove centinaia di cittadini hanno per oltre una anno elaborato un progetto produttivo e ambientalista in collegamento con il Parco archeologico di Centocelle; poi, dopo aver dato battaglia perché non fosse sottratta con un tentativo di usucapione al Comune, che se ne era dimenticato, l’area verde di Gregna dove far sorgere il Polo sportivo, si passò a contrastare, imponendo anche lì un “processo di partecipazione” durato 9 mesi, la voglia di cementificare i 35 ettari del Terminal di Anagnina di proprietà del Comune di Frascati. Un progetto imperniato all’inizio su una ragguardevole clinica privata cui aspirava la famiglia Angelucci non estranea a corpose e recenti vicende giudiziarie. Venne bloccato. Nel frattempo, era il 2005, ci si attivò per raccogliere una parte delle oltre diecimila firme in calce ad una delibera di iniziativa popolare per la realizzazione di una infrastruttura tramviaria lungo viale Togliatti da Saxa Rubra a Laurentina. La delibera, 37/2006, fu poi approvata all’unanimità dal Consiglio comunale e lì, da allora, giace insepolta. Agli inizi del 2006, il 7-8 gennaio, la Comunità fu in campo con due giorni di manifestazioni attorno al “Pratone” di Torrespaccata per contrastare la densificazione cubatoria proposta dall’ass. Morassut delle due centralità di Torrespaccata e Romanina ottenendone una parziale cancellazione. Alla fine dello stesso anno per impedire il trasferimento a Morena delle compensazioni edificatorie di “Castel Giudeo” e “Monti della caccia” che avrebbero ucciso il Programma integrato di riqualificazione del quartiere previsto dal PRG.

L’anno dopo ci si attivò contro il cosiddetto “corridoio di mobilità” su viale Togliatti, soprannominato per la sua caratteristica boomerang, il “corridoio Tafazzi”, che contraddiceva palesemente il progetto tranviario al centro dello square. In estate arrivò dopo molte iniziative un successo ambientale: il Parco degli Acquedotti fu liberato dopo più di quarant’anni dall’epicentro del degrado che lo attanagliava: gli orti abusivi. Sul finire dell’anno si accese la prima battaglia di Romanina. Fu stoppata nel 2008 la prima richiesta da parte del proprietario di incremento cubatorio. Intanto ci si mobilitava per far aprire il sottopasso davanti all’Ikea che, sebbene terminato, giaceva inerte al sole della calda primavera. In autunno la Comunità Territoriale sollevò, fra l’incomprensibile, ma non tanto, sconcerto della giunta municipale di Medici il problema dei Pup. La chiusura della maggioranza di centrosinistra e di gran parte dell’opposizione del Pdl fu totale e durevole. Così come quella di Alemanno. Poi alla fine, dopo il disastro combinato a viale Giulio Agricola e la forte opposizione dei residenti, il muro ‘puppista’ municipale è crollato, quello comunale si è incrinato, ma non le recinzioni che delimitano ancora un cantiere ormai morto.

Invece sono rimaste lettera morta le insistite richieste di liberare alcuni tratti dei marciapiedi di via Tuscolana dalle bancarelle che li occupano e inascoltata la mobilitazione con tanto di delibera di iniziativa popolare respinta dal centrodestra capitolino contro i cartelloni abusivi che continuano a proliferare.

Nel 2010-2011 la Comunità Territoriale ha animato insieme ai comitati del VII e VI Municipio e alla Cgil di Roma sud, l’iniziativa contro il degrado nell’area di Centocelle e per il completamento del Parco archeologico. Poi i “comunitari” sono stati subito richiamati sul fronte di Romanina dove per circa un anno hanno battagliato per impedire la cancellazione della Centralità sotto due milioni di mc. di case e attività commerciali e direzionali private secondo gli intendimenti del duo Corsini-Alemanno che aveva preparato nel Natale del 2011 il grande regalo per la rendita speculativa immobiliare consegnato a casa del proprietario: le ex Officine Marconi di Sergio Scarpellini; presenti l’assessore municipale Perifano e il Presidente Medici. In contemporanea veniva sostenuto, insieme al locale Cdq, il tentativo di far decollare il Programma integrato per la riqualificazione del quartiere di Morena.

Abbiamo ripercorso a volo d’uccello le battaglie principali. Fra queste anche quelle sulla sicurezza nel territorio sulla questione della raccolta differenziata dei rifiuti contro il degrado e per una più efficiente pulizia delle strade, contro l’elettrosmog e per un piano comunale per la dislocazione delle antenne e le denunce sulla malapolitica, in particolare sulla recente vicenda dei rimborsi chilometrici senza i dovuti controlli per alcuni consiglieri municipali. Tutto questo lavoro ha prodotto una messe di documenti, lettere, comunicati, elaborazioni che non hanno pari con nessun altro. In particolare con i partiti maggiori, di governo e di opposizione, che hanno dimostrato in tutti questi anni una povertà di elaborazioni, proposte ed iniziativa che, sconsolatamente, perdura.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Un commento su “I dieci anni della Comunità Territoriale dell’ex Decimo Municipio Cinecittà

  1. BASTA LO SFACELO ECOLOGISTA-EGOISTA CHE DICONO SEMPRE NO! SI A MEGA-CENTRICOMMERCIALI, MULTISALE CINEMA ASSENTI NEL COMPRENSORIO TUSCOLANO-CASILINO, COLPA DI UNA SINISTRA NORDCOREANA E UN SINDACALISMO DI BASE NEFASTO, DI LIDERINI DA DECENNI SEDUTI IN POLTRONA.SI MANIFESTI PER LA CHIUSURA COATTA , OBBLIGATA FORZATA DEI CENTRI SOCIALI SPECIALMENTE , ANZI GLI UNICI PRESENTI, ROSSI, DI COLORE MA DISOSTANZA SOLO DIRE A NO A CASE NUOVE ETC. CHIUDIAMO I CENTRI SOCIALI ED EMARGINIAMO L’ESTREMA SINISTRA E L’ESTREMO SINDACALISMO DI BASE, VERO OSTACOLO ALLA RIPRESA DELL’ITALIA, MODERNA E OCCIDENTALE . CHE VADANO GLI ECOLOGISTI A MANIFESTARE E OCCUPARE LE ZONE DI CAMORRA, MAFIE PUGLIESI E CALABRESI, VERO TUMORE MALIGNO DEL PAESE DA ESTIRPARE MILITARMENTE!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento