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I miracoli

Dalla nostra rubrica 'Roma misteriosa'

Nella Città Eterna sono accaduti diversi miracoli o eventi straordinari, apparentemente inspiegabili.
Un esempio è l’episodio che vide protagonista Papa Pasquale I (817-824). Da molto tempo, il pontefice cercava i resti di Santa Cecilia per deporli degnamente, in quanto i cimiteri extraurbani erano luoghi poco sicuri perché soggetti alle scorrerie dei Saraceni.

Una mattina, nella basilica di San Pietro, il Papa, durante una preghiera, ebbe una visione. Gli apparve la giovane martire che lo incoraggiò a proseguire le ricerche e gli indicò il punto esatto da perlustrare.
Infatti il Pontefice cercò nel cimitero di San Callisto e trovò il corpo rimasto miracolosamente intatto e avvolto nella veste candida trapunta d’oro come aveva rispettosamente scelto di seppellirla papa Urbano I (222-230).

Nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, riedificata dallo stesso Pasquale I allo scopo di accogliere i resti della Santa, è conservato affresco del XII secolo che narra tutta la storia del ritrovamento del corpo della martire.

Ma ci fu almeno un’altra martire a Roma entrata nella leggenda. Sembra infatti che la bellissima Susanna avesse fatto innamorare il crudele generale Massenzio Galerio ma tutti gli uomini che le spediva per chiedere la sua mano, rimanevano invariabilmente incantati dalla sua voce e si convertivano al cristianesimo; sembra pure che un angelo la difendesse da tutte le insidie alla sua onestà. L’imperatore Diocleziano, furioso per il fatto che il suo figlio adottivo Galerio fosse stato respinto, ordinò ai suoi soldati di raggiungere Susanna nella sua casa, dove si trova ora l’attuale Chiesa di Santa Susanna, e di decapitarla.

Si racconta di un altro miracolo ad opera di San Filippo Neri nel cinquecentesco palazzo Massimo di Corso Vittorio Emanuele. Proprio in questa elegante costruzione, il 16 marzo 1583, moriva il quattordicenne Paolo Massimo, erede del principe Fabrizio e di Lavinia de’ Rustici. Il ragazzo era gravemente malato e la sua fine prossima. Il suo confessore, padre Filippo, che gli era molto affezionato, chiese ai familiari di poter essere presente al momento del trapasso del poveretto.

Infatti, in quella triste mattina, andarono a chiamare urgentemente il Santo che, però stava celebrando la messa nella chiesa di Santa Maria in Vallicella. Quando il confessore arrivò il poveretto era morto già da mezz’ora. Padre Filippo recitò delle preghiere dopodiché chiamò Paolo ad alta voce, al che accadde un fatto straordinario. Il ragazzo aprì gli occhi e rispose al confessore. I due conversarono per diverso tempo e il ragazzo espresse il desiderio di raggiungere in Paradiso la sorellina Elena spentasi pochi giorni prima. Padre Filippo lo benedì e il giovane richiuse nuovamente gli occhi per sempre.

Nelle antiche tradizioni, esistono anche miracoli, i cui effetti non furono necessariamente positivi per tutte le persone che ne furono interessate. Per esempio, si narra che l’esarca Olimpio si precipitò furioso nella basilica di Santa Maria Maggiore, con l’intento di uccidere papa Marino (882-884) mentre celebrava la messa. Ma mentre varcava la soglia, Olimpio, divenne miracolosamente cieco e quindi non poté uccidere il Pontefice che fu salvo. L’episodio è raccontato da un bel bassorilievo del Lironi che si trova sopra la Porta Santa.

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