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“I percorsi di inclusione sociale tra emergenza e progetto”

Conferenza Europea organizzata dal V Municipio con OESSE-Officina Sociale e Dipartimento V

L’Aula Giubileo della Lumsa, in via di Porta Castello 44, ha ospitato il 14 e 15 ottobre, la Conferenza Europea: "I percorsi di inclusione sociale tra emergenza e progetto", organizzata dal Municipio V, in collaborazione con OESSE-Officina Sociale e Dipartimento V.

Due giornate di confronto tra i modelli operativi dei diversi contesti europei per l’individuazione di percorsi finalizzati alla costruzione di politiche inclusive, in grado di dare risposte concrete all’emergenza sociale.

Ad aprire la Conferenza, i saluti di accoglienza del presidente del V Municipio Ivano Caradonna, alle delegazioni europee presenti e le introduzioni alle tematiche da affrontare. Caradonna ha sottolineato l’importanza di condividere tali percorsi di politica inclusiva per la costruzione della Nuova Europa Politica. Per lui confronto e collaborazione rappresentano elementi fondamentali per la costruzione di metodologie e prassi di intervento.

La Nuova Europa deve saper moltiplicare i momenti di confronto perché alla base dell’inclusione sociale ci deve essere il rafforzamento della rete sociale e culturale di riferimento e, in questo senso, l’istituzione deve saper raccordare tutte le realtà in grado di dare un contributo importante alla costruzione della Nuova Europa, più politica e più partecipata.

Ad approfondire il discorso sul nuovo ruolo che le Politiche Sociali andranno ad assumere, l’Assessore del Comune di Roma, Raffaella Milano che, con l’esempio dell’istituzione del Primo Piano Regolatore Sociale a Roma, mette in evidenza il superamento del tradizionale sistema di intervento assistenzialista. Ad oggi, il sociale deve sapersi confrontare con le altre realtà, adoperando strategie di inclusione che sappiano coinvolgere tutte le altre politiche, partendo, innanzitutto, dal riconoscimento dei diritti umani, anche quando si vive in situazioni di estrema emergenza.

Più specifico l’intervento dell’Assessore alle Politiche Sociali del V Municipio, Pino Pungitore che, entrando nel merito delle piaghe sociali del territorio, ha sostenuto l’inadeguatezza delle misure tradizionali a combattere i fenomeni di povertà ed esclusione sociale.

A rappresentare il mondo cattolico e del volontariato, Don Giuseppe Marciante, parroco di S. Romano Martire e Prefetto della XII prefettura della Diocesi di Roma. Egli motiva il ruolo che può avere una parrocchia nelle Politiche Sociali spiegando che il nesso affonda le sue radici nel Vangelo, e allo stesso tempo, nell’esperienza che la Chiesa si è formata dedicandosi agli emarginati. Successivamente ha illustrato il progetto che è stato realizzato nel V Municipio, nella parrocchia di S. Romano con la collaborazione della Cisl e dell’Unione Industriali di Roma: l’attivazione di uno sportello per combattere l’esclusione sociale.

L’obiettivo è dare un sostegno alla persona che richiede aiuto, formandola e rafforzando, poi, nel lungo tempo, il processo di costruzione e autonomia della persona. Lo sportello sta già dando i suoi frutti: 5 persone nel giro di pochi mesi hanno trovato un lavoro. Questo naturalmente rappresenta solo l’inizio di un progetto più ampio di inserimento sociale.

A chiudere la prima parte del convegno, dopo l’intervento di Maurizio Pecatelli della Cisl che ha dichiarato come questo progetto sia stato accolto con entusiasmo dal sindacato, Stefano Cenci, per l’ Unione Industriali di Roma. Per lui non si ha sviluppo sociale senza sviluppo economico e viceversa. La cooperazione è reale solo se spinta da un obiettivo comune. Si sta creando, dunque, una nuova generazione di imprenditori più attenta al sociale e che, si auspica, condurrà ad un’osmosi tra mondo dell’impresa e territorio. L’obiettivo è lavorare sempre meno sulle urgenze e più sui progetti.

Quello che si sta sperimentando in V Municipio è un progetto pilota che dovrebbe poi estendersi in tutta l’area romana. D’altronde Confindustria ha un radicamento importante sul territorio e la Uir con le sue delegazione rappresenta proprio la contestualizzazione dell’impresa nella realtà in cui vive.

A seguire seminari tecnici e contributi delle delegazioni europee presenti che hanno, poi, condotto nella giornata finale, all’individuazione di possibili azioni congiunte.

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