I rifugiati afgani della stazione Ostiense sotto i riflettori

Dopo la trasmissione de “Le Iene” che si è occupata della questione
di Francesca Costantino - 15 Ottobre 2009

Inizia una nuova puntata sugli afgani della Stazione Ostiense, dopo la trasmissione di Italia Uno “Le Iene” che si è occupata della questione.

E il presidente del Municipio XI Andrea Catarci coglie al volo la possibilità di attaccare il Comune di Roma. “Persino il popolare programma televisivo ha messo in luce la drammatica situazione in cui sono costrette a vivere numerose persone provenienti dall’Afghanistan – dice il minisindaco – solo la giunta Alemanno sembra ancora non rendersi conto di questo, neanche del fatto che tutti coloro che oggi dormono in giacigli di fortuna alla stazione Ostiense sono rifugiati politici, con diritto a un’immediata e improcrastinabile azione di sostegno”.

La condizione degli afgani che vivono a Roma tra i binari in disuso, sotto i portici dell’edificio realizzato per i Mondiali ’90 con le loro cose incastrate nei tombini, sono ben note a chiunque abbia mai amministrato la città. Si tratta di sfollati di guerra che arrivano in Italia dopo lunghissimi viaggi pieni di pericoli, spesso bambini soli senza i genitori. Qualche ragazzo è riuscito a mettersi in salvo nel deserto nascondendosi persino tra le ruote di grossi camion evitando di muoversi, mangiare e bere per giorni.

Gli afgani si ritrovano nei pressi della Stazione Ostiense dove ci sono anche associazioni di volontariato che parlano con loro, cercano di farli inserire nel mondo del lavoro, gli donano vestiti e coperte. Qualcuno riesce anche a imparare l’italiano e a trovare un lavoro. La loro condizione all’inizio è al limite della sopravvivenza, nonostante sia diversa dall’inferno della guerra e l’Italia li ospiti sul suo territorio anche in base a trattati internazionali.

“Il 25 maggio scorso abbiamo contattato il Sindaco e gli assessori comunali alle Politiche Sociali e all’Urbanistica con l’aiuto delle associazioni Onlus – prosegue Catarci – Abbiamo scritto delle condizioni in cui vivono almeno 60 persone, avanzando la proposta di usare in via temporanea l’Air Terminal, già nelle more della realizzazione del Campidoglio 2, per mettere a disposizione alcuni spazi da adibire a centro di accoglienza. Al momento i profughi si trovano in un “campo” per niente attrezzato all’interno del mega cantiere proprio davanti agli uffici comunali di via Capitan Bavastro, in una situazione a dir poco disumana”.

Nel 2007 c’era già stato uno sgombero dell’area intorno alla stazione e il Comune di Roma ha anche trovato un alloggio provvisorio per 103 afgani. Le sorti di quelle persone non sono note, così come non si sa che fine abbiano fatto i minorenni arrivati a Roma un anno fa. Per un po’ se ne sono occupati i servizi sociali, in ogni caso la situazione è lontana dall’essere risolta. Le competenze in quest’ambito non riguardano solo gli enti locali ma anche lo Stato e la politica di accoglienza dei rifugiati politici.


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