

Molte delle chiese e delle basiliche di Roma custodiscono oggetti e testimonianze particolarmente misteriosi. Nella chiesa della SS. Trinità dei Monti, per esempio, famosa per la scenografica scalinata settecentesca, che vi sale da piazza di Spagna, è dipinto un grande astrolabio, che indica l’ora esatta in tutte le parti del mondo. Si tratta di un’opera di padre Emmanuel Maignan, realizzata nel 1637 e si trova nel corridoio del primo piano del chiostro. Nel Convento invece è situata la singolare pittura anamorfica S. Francesco di Paola eremita in Calabria. L’anamorfosi è una curiosa tecnica di deformazione prospettica, che permette di vedere chiaramente i soggetti raffigurati solo se osservati da una particolare direzione (in genere, guardando da un punto quasi tangente al dipinto) oppure addirittura tramite speciali specchi ricurvi.
Nella basilica dei Ss. Dodici Apostoli, che si trova adiacente al palazzo Colonna, vicino a piazza Venezia, prima si teneva conservato il sangue di san Giacomo Maggiore, che rimane sciolto da diversi secoli.
Nella basilica di S. Maria in Trastevere che si trova appunto nel quartiere di Trastevere, vi si vede un labirinto di forma circolare, alterato nel disegno da cattivi restauri mentre nel presbiterio, in un gradino sulla destra è segnalato il punto da dove nel 38 a. C. sarebbe scaturito olio prodigioso quale preannuncio della venuta di Gesù.
Nella basilica di S. Paolo Fuori le Mura, presso la fermata metro S. Paolo, in un chiostro è stato rilevato il disegno di una triplice cinta sacra che per alcuni è simbolo di Posidone, città del continente perduto di Atlantide.
Un altro piccolo mistero riguarda invece la basilica di San Giovanni, che si trova presso la fermata S. Giovanni della metropolitana. All’interno del Battistero, la cappella del Battista conserva antichi battenti bronzei provenienti dalle Terme di Caracalla. I battenti sono massicci e pesano più di settecento chili ognuno. Sono stati formati da una misteriosa lega che unisce il bronzo con i metalli preziosi (argento e, probabilmente anche oro). La particolarità più curiosa è rappresentata dal suono melodioso prodotto dal ruotare lentamente i cardini e, che pare abbia lasciato gradevolmente colpiti diversi papi del lontano passato di Roma.
Nel Santuario della Scala Santa, che si trova in piazza San Giovanni in Laterano, c’è la cosiddetta Scala Santa di 28 gradini. Conduce alla Cappella di S. Lorenzo, detta il Sancta Sanctorum per il gran numero di reliquie che vi sono custodite. Un’iscrizione informa i visitatori che questo è il luogo più santo del mondo. Inoltre, protetta dagli sportelli, c’è l’immagine acherotipa del Redentore che, secondo la tradizione, è stata dipinta dagli angeli. L’icona risale al VI-VII secolo e veniva portata in processione ai papi quando si volevano scongiurare delle terribili calamità.
Nella chiesa – Santuario di Gesù, presso piazza del Gesù, si conserva il braccio incorrotto di San Francesco Saverio (1506-1552) canonizzato nel 1602, patrono delle missioni estere. Il sant’uomo morì a Sancian mentre aspettava di entrare in Cina.
Nella chiesa di san Pudenziana, sulla via Nazionale, è invece possibile rinvenire l’impronta di un’ostia su un gradino dell’altare, esattamente nella cinquecentesca Cappella Caetani. Pare che questa cadde dalle mani di un sacerdote mentre celebrava la messa, in un momento in cui ebbe dubbi sul dogma dell’Eucarestia. Così rimase l’impronta dell’Ostia caduta.
Ma a Roma esistono addirittura basiliche invisibili. Sulla sinistra di via Prenestina, a circa cento metri fuori da Porta Maggiore, è situato questo incredibile monumento. Si tratta di una basilica neopitagorica del I sec d.C.. Sulle pareti di questa antica costruzione, sono raffigurati miti greci. Tali rappresentazioni, terminano in un abside con Saffo nell’atto di gettarsi dalla rupe di Leucade accolta da Leucotea, la scena è osservata da Apollo e Faonte. La basilica fu scoperta, casualmente nel 1917 per un cedimento del terreno sotto i binari della ferrovia Roma Napoli. Sembra che sia stato depredato e abbandonato poco tempo dopo la costruzione. Qualcuno suppone che il tempio sia appartenuto ad una setta mistica, altri invece hanno ipotizzato che si sia trattato di un locale di refrigerio estivo oppure di un luogo dove si svolgevano cerimonie divinatorie relative alla reincarnazione, qualcun altro ancora dice che all’interno della costruzione si trovano dei fantasmi.
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