

Il corso partirà il 1 aprile 2010 e prevede cento ore di lezione
Sono circa 80mila le persone affette da sodormutismo in Italia, che vivono nel costante incubo di non essere comprese e di non poter godere di una vita sociale in piena sicurezza. Ma grazie all’unione del Dipartimento delle Risorse Umane del Comune di Roma e la Federazione Italiana Sordi ora anche i dipendenti comunali, che lavorano a contatto con il pubblico, potranno imparare il linguaggio dei segni.
Il prossimo 23 marzo la Sala Gonzaga del Comando del Corpo, in via della Consolazione 4, ospiterà la presentazione del progetto “conoscere il linguaggio dei segni”.
L’iniziativa, prima nel suo genere sul territorio nazionale, prevede la realizzazione di un corso dedicato a 40 agenti della Polizia municipale: due per ognuno dei 19 gruppi territoriali scelti tra coloro che svolgono servizio nella pattuglia adibita al rilievo degli incidenti stradali. Il corso si svolgerà, a partire dal 1 aprile 2010, presso la Scuola del Corpo e prevede cento ore di lezione divise in 17 incontri, articolandosi in lezioni frontali ed esercitazioni pratiche.
Gli argomenti verteranno sulla cultura dei non udenti (dalla disabilità all’identità), la storia e cultura dei sordi, la legislazione e la normativa a favore della disabilità e dell’inclusione e l’alfabetizzazione Lis, con aspetti grammaticali e simulazioni. Interverranno alla presentazione dell’iniziativa il Presidente della Federazione Italiana Sordi, l’Assessore al personale Enrico Cavallari, il Comandante della Polizia Municipale Angelo Giuliani e il Direttore della Scuola di Formazione Stefano Donelli.
L’Assessore Cavallari ha dichiarato: “Questo corso rivolto ai vigili urbani rappresenta una novità assoluta nel panorama formativo della Polizia municipale. L’obiettivo è quello di fare in modo che i nostri agenti, attraverso la conoscenza del linguaggio dei segni, possano meglio comprendere le esigenze e le situazioni di pericolo ed essere punto di riferimento di una più ampia gamma di utenti a cui migliorare la qualità della vita.”
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