

Il 10 settembre corteo, Picchetto d’Onore dei Granatieri di Sardegna ed interventi delle autorità
Per il 64° anniversario della Battaglia della Montagnola, il Municipio XI ha fatto le cose in grande. Come ogni anno, infatti, il presidente del territorio e le associazioni dei reduci di guerra e dei partigiani si sono incontrati lunedì 10 settembre per commemorare i caduti nella storica battaglia, presso la piazza dei Caduti della Montagnola.
Il corteo dei Granatieri di Sardegna e delle autorità, nonché gli stendardi delle associazioni presenti è partito in mattinata dal Centro anziani di via Pico della Mirandola, per giungere nel piazzale dei Caduti della Montagnola dove sono elencati i nomi dei caduti.
Dopo il Picchetto d’Onore dei Granatieri di Sardegna sono intervenuti i presenti, tra cui l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Roma, Giancarlo D’Alessandro: "Quell’estate del ’43 ha cambiato la nostra storia. Il Comune di Roma si impegna solennemente per ricordare i nostri caduti, morti per preservare la pace e la libertà della comunità sociale e di ogni individuo".
Il fatto eccezionale del 10 settembre del 1943 è che civili e militari del corpo dei Granatieri hanno combattuto insieme per liberare la città dagli occupanti nazifascisti: "Le celebrazioni avvenute a Porta San Paolo in ricordo dell’8 settembre sono doverose, ma i combattimenti sono avvenuti anche in altre zone di Roma, come alla Montagnola – ha sottolineato Andrea Catarci, presidente del Municipio XI – Nei prossimi anni inviteremo il Presidente della Repubblica perché sia presente nel giorno della memoria agli uomini e donne caduti qui".
Tra i membri delle associazioni presenti all’evento, inoltre, sono intervenuti Primo de Lazzari, vice presidente dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e il generale Mario Buscemi, presidente dell’Associazione nazionale Granatieri di Sardegna. Il Cavaliere Ufficiale Armando Paolini, ex reduce della Marina Militare italiana, ha infine raccontato la rocambolesca fuga in nave che gli ha salvato la vita, risparmiandogli la prigionia tedesca.
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