

Approvata la mozione che chiede al Comune di rivedere l’autorecupero nell’ex scuola Schwaitzer di via Saredo
Il bradipo è un animale notoriamente lento. La burocrazia italiana è ancora più lenta e lenta è anche, a volte, la politica nel recepire la volontà dei cittadini. Il caso della scuola Schwaitzer di via Saredo è emblematico. Una scelta sbagliata fatta dalla giunta Rutelli nel novembre 2000 che consentiva di destinare la scuola occupata da senza casa (oggi sono solo 6 i nuclei familiari occupanti) al cosiddetto autorecupero cioè ad area per costruire 11 appartamenti.
Una struttura pubblica che viene cancellata, l’annesso giardino di 7.000 mq chiuso all’uso pubblico. I cittadini, tenuti all’oscuro al momento della decisione, quando ne vengono a conoscenza si mobilitano, raccolgono tramite il Comitato di quartiere 1.000 firme che chiedono la revoca della delibera, scrivono a tutti per evitare una decisione sproporzionata che infligge una ferita sociale, ambientale e urbanistica al quartiere: Sindaco, Presidente del X Municipio, assessori competenti, partiti, consiglieri comunali e municipali, giornali; vanno in TV a discuterne con il Presidente Medici ottengono il sostegno della Comunità territoriale del X Municipio, si rivolgono anche all’assessore regionale ai consumatori, Michelangeli, e al movimento consumatori romano. Insomma fanno di tutto. Infine ottengono ascolto dal Municipio che ha votato il giorno di S. Valentino del 2006 una mozione che chiede al Comune di rivedere la decisione del 2000.
Sono passati 6 anni. Più quelli dall’inizio dell’occupazione (altri 3 o 4) in tutto dieci anni per arrivare a un atto che dice, ancora con molta, troppa prudenza, che la scuola e il giardino vanno restituiti alla collettività e che agli occupanti va data una casa decente. La mozione è stata votata a larga maggioranza: 11 voti a favore (DS, Margherita e Lista civica) 2 contro (FI) e 2 astenuti (AN), non perché contrari alla richiesta dei cittadini ma per sottolineare il ritardo (sono stati loro a fare il paragone con il bradipo lentigrado), con cui il Municipio ne prende atto. Sta di fatto che il simpatico animale, sotto forma di votazione della mozione, ha fatto il suo ingresso in Municipio ottenendo l’applauso dei rappresentanti dei cittadini presenti.
Ora dovrà arrivare anche in Campidoglio e, vista la distanza, i cittadini si augurano che si trasformi in un qualche più veloce animale, magari una gazzella perché non possono passare altri dieci anni, come ha sottolineato l’assessore Trombetti a chiusura del dibattito, per riavere indietro una scuola e un giardino che sono più che mai necessari all’uso sociale del quartiere. Di cemento – dice la gente – ce n’è già troppo e troppo ne è stato programmato per i prossimi anni. Non c’è bisogno che cada anche dentro le scuole.
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