

Staderini (Radicali): il termine di 6 mesi per il loro esame è scaduto di un pezzo. Le istituzioni comunali non rispettano le regole
Si è tenuta il 15 ottobre presso la sede del Partito Radicale la conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il rientro nella legalità del Consiglio e della Giunta comunale.
Sono 8 le delibere di iniziativa popolare depositate in Consiglio comunale e che aspettano da anni di essere votate. Riguardano l’istituzione del piano regolatore per le antenne, la tramvia Saxa Rubra/Laurentina,, l’estensione del diritto di voto agli immigrati per i Municipi, le questioni urbanistiche relative al Parco della Cecchignola e quello di Tor Tre Teste.
Alla conferenza stampa erano presenti i Comitati promotori delle delibere popolari, che hanno sottolineato come sino ad oggi non abbiano ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dalla Presidenza del Consiglio comunale, e che la loro lettera scritta a giugno al Presidente Pomarici e al Sindaco Alemanno non ha avuto risposta. I Comitati denunciano anche l’indifferenza in questi anni del Comune agli strumenti di partecipazione dei cittadini, ivi compreso il Difensore civico, e chiedono, insieme ad Andrea Costa della sezione romana di Italia Nostra, che le annunciate modifiche al PRG siano elaborate in osservanza del Regolamento comunale di partecipazione dei cittadini alle trasformazioni urbane, approvato nel 2006 con la delibera n 57.
Simone Sapienza, del Coordinamento Legalità e Partecipazione, ha presentato la pagina web curata da Radioradicale.it dove sono pubblicate, visto che il sito del Comune non lo fa, tutte le delibere ed interrogazioni popolari giacenti e quelle la cui raccolta è in corso, come la delibera popolare per una anagrafe degli eletti.
Ha quindi annunciato, insieme ai comitati, lo stato di mobilitazione permanente , attraverso forme nonviolente e di presenza fisica nei luoghi istituzionali, sino al raggiungimento degli obiettivi e il rientro nella legalità delle istituzioni comunali
“Non è più tollerabile che 90 mila firme di romani vengano insabbiate nei cassetti del Consiglio comunale, impedendo all’opinione pubblica di conoscere le posizioni di chi è stato eletto su temi importanti per la vita quotidiana”. “Il termine di 6 mesi per l’esame delle delibere da parte del Consiglio comunale, previsto dall’articolo 8 dello Statuto, è scaduto di un pezzo. Se le stesse istituzioni comunali non rispettano le regole, è difficile poi chiedere legalità ai cittadini nella vita quotidiana. Roma non
può permettersi di rinunciare al contributo di quei cittadini che si organizzano per partecipare attivamente e secondo legge alla vita della città.
Chiediamo modifica dell’ordine dei lavori del Consiglio comunale con la calendarizzazione delle delibere popolari giacenti, l’attuazione da parte della Giunta della delibera approvata, e la creazione di una pagina sul sito del Comune riservata agli strumenti di partecipazione”.
“Da anni il Comune è inadempiente su tutti gli strumenti di partecipazione popolare, ad esempio manca sul sito persino una pagina ad hoc per sapere quali raccolte sono in corso. Ci abbiamo dovuto pensare noi”
Sono intervenuti Mario Staderini della Giunta nazionale di Radicali, Daria Pozzi per la delibera sul voto dei cittadini non comunitari, Giuseppe Teodoro per la delibera sul Piano regolatore delle antenne, Massimiliano Di Gioia per la delibera sul Parco della Cecchignola, Aldo Pirone per la delibera sulla mobilità a Roma est.
Presenti anche Gianluca Quadrana, capogruppo al Comune della Lista Rutelli, e Athos De Luca, consigliere del Partito Democratico, che hanno presentato la lettera con cui chiedono al Presidente del Consiglio comunale la tempestiva calendarizzazione delle delibere popolari e una Mozione, aperta ai consiglieri di maggioranza e di opposizione, per ottemperare agli obblighi dello Statuto comunali in materia di partecipazione dei cittadini.
“Votare le delibere popolari è un obbligo del Consiglio” – ha dichiarato De Luca-“ se non verranno subito portate alla discussione chiederemo l’ intervento supplente del Prefetto, visto che il Difensore civico è venuto meno al compito di garante dei cittadini”.
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