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“Il caso della pietra lucente” per ridere di gusto

Il debutto della compagnia teatrale Rossomelograno al teatro Le Salette in vicolo del Campanile 14

L’avevamo presentato prima del suo debutto, “Il caso della pietra lucente”, lo spettacolo andato in scena al teatro “Le Salette” dall’1 all’11 febbraio.
Che al giallo scritto da Daniela Scaringella e diretto da Laura Nardi gli attori della compagnia “Rossomelograno” avrebbero dato un taglio inedito e umoristico era stato detto, ma adesso si può confermare e aggiungere che c’è stato davvero da ridere di gusto.

L’ispettore Clousy, interpretato da Angelo Grieco, un simpatico pasticcione napoletano che deve risolvere un caso: la scomparsa della pietra lucente; la pantera fucsia (Antonella Frangiamone) innamorata di Clousy, che solo lui può vedere; Yokè (Alessandro Pazienza) il giovane cameriere cinese di Clousy che “fale tutto quello che saggio cinese dile”; Flora (Elena Giovannini) l’ingenua signora proprietaria del gioiello accompagnata sempre dall’ “amica” stravagante e esperta d’arte Margherita (Laura Riccardi); Serenela (Manuela Ferreri) la pimpante cameriera spagnola fedele a Flora che tanto fedele non si rivelerà; Vanda (Isabella Marcucci) la prorompente complice di chi ha architettato il furto; Ivan (Marcello Capitani) un poliziotto che si è finto vecchio marinaio e infine il cattivo Commissario Trepus (Lorenzo Farina), anche lui cinese, che risolverà il caso.

Sono questi i personaggi della commedia nella commedia. E si, perché gli attori sono attori anche nella commedia, alle prese con il francese da cui la regista pare essere ossessionata. Chi teme di più la donna e la sua fissa è proprio Clousy che alterna al napoletano il francese quando nelle vicinanze sente arrivare la regista, che si fa annunciare dalla musica di Alfred Hitchicock a cui pensa di somigliare professionalmente.

Una parodia della parodia del famoso ispettore che, con l’aggiunta di gags più moderni e riferimenti contemporanei, catalizza completamente l’attenzione degli spettatori, numerosissimi nella piccola sala, sulla scena perché non fai in tempo a finire di ridere per una cosa che inizi a farlo per un’altra.

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