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Il Gerini non deve diventare un centro commerciale

Prosegue la protesta dei cittadini del V Municipio, iniziata con l’occupazione dell’Istituto

Il 7 giugno 2007 è stato occupato, l’istituto Gerini, in via Tiburtina 986. A scatenare la reazione di numerose associazioni culturali e comitati di quartiere, la notizia della sua demolizione per la realizzazione di un ennesimo centro commerciale.
L’Istituto Gerini, fondato dall’omonima famiglia ma donato ai Salesiani, da oltre 50 anni svolgeva corsi di formazione professionali e attività ricreative. Dotato di una chiesa, di un teatro, di campi da calcio e numerosi spazi accoglienti, era diventato un luogo di aggregazione sociale importante, nel territorio del V Municipio.
Quattro anni fa questo oratorio è tornato nelle mani della famiglia Gerini che, lo ha nuovamente ceduto ad un’impresa torinese. I 5 padiglioni, secondo un accordo già stipulato con la proprietà, verranno smantellati per dare vita ad un nuovo gigante commerciale, in una zona, che, oltretutto, non presenta pochi problemi in termini di viabilità.

Gli occupanti hanno richiesto al V Municipio la costruzione di un tavolo di discussione partecipato tra l’amministrazione, le associazioni e i cittadini per discutere l’annosa questione. Nel frattempo sono state sottoposte interrogazioni all’amministrazione capitolina per la verifica delle concessioni e iniziative di protesta come la raccolta firme e, l’organizzazione di eventi culturali all’interno, sostenuti da artisti e intellettuali di fama come Serena Dandini, Ascanio Celestini, Mario Monicelli e Andrea Rivera.

Venerdì 15 giugno si è svolto un incontro pubblico di fronte all’istituto a cui hanno partecipato comitati, associazioni, centri sociali, e consiglieri comunali e municipali.
Il 27 giugno la Commissione Garanzia e Trasparenza ha tenuto una riunione per valutare l’importanza storica e culturale dell’edificio, mentre a luglio si è svolta un’assemblea pubblica, a cui sono stati invitati, per competenza, oltre al presidente del V municipio, numerosi assessori comunali: D’Alessandro, Di Francia, Nieri, Calamante e Morassut, per valutare la possibilità di un acquisto da parte del Comune. Anche i consiglieri Di Cesare (Verdi) e Carli (Ulivo) hanno richiesto un incontro ufficiale al Sindaco di Roma per affrontare la questione. Ciò che ha fatto discutere è stata la mancata presenza del minisindaco del V municipio, Ivano Caradonna, ai numerosi incontri con i cittadini, accusato, proprio da loro, di "aver seguito l’iter Gerini” senza portare la discussione in consiglio o istituire una commissione a riguardo.

In merito alla vicenda si pronuncia l’assessore comunale alle Periferie Pomponi che suggerisce di non abbattere la struttura per “tutelare quei luoghi della memoria che hanno segnato la crescita di tante generazioni”.

Per ora sembra che non ci siano ostacoli alla realizzazione del centro ma che qualcosa si sia mosso nella direzione di mantenere alcuni spazi sociali e di culto all’interno, come richiesto e approvato già nel mese di giugno dal consiglio del V Municipio. E proprio nell’ambito municipale è dal consigliere Marco Mauri che arriva la presa di posizione più netta: “Và presa una soluzione politica che oltre a garantire le esigenze del privato, deve saper tutelare, soprattutto, il senso di comunità e partecipazione dei cittadini, condiviso dalla linea della maggioranza”.
Nella notte del 12 luglio anche l’Assessore capitolino Morassut ha partecipato all’occupazione dormendo nello stabile e richiedendo un incontro con l’impresa torinese.
A breve si conoscerà l’epilogo di questa battaglia.

Riportiamo un bel video sul Gerini di Giuseppe Lupoi.
http://www.youtube.com/watch?v=uY6JLI0LqfM

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