

La ruzzola e la sassaiola a Testaccio e al Foro Romano
Il Maggio romano era una festa romana organizzata nei prati che allora esistevano nella zona di Testaccio. Durante questa allegra occasione si svolgeva uno sport chiamato ruzzica. Si trattava di una specie di lancio del disco o del peso. La ruzzica era una pesante ruota in legno che doveva essere lanciata il più lontano possibile, seguendo un percorso prestabilito, lungo anche qualche chilometro. Alcune volte la ruota era sostituita da una più pesante forma di cacio. In questo caso il giocatore era più stimolato poiché il cacio sarebbe stato il premio riservato al vincitore.
Un altro sport molto più violento che si svolgeva durante il Maggio romano era quello della sassaiola. Tale passatempo veniva praticato anche in altre festività e nelle domeniche. C’era chi rimaneva ferito o addirittura moriva a causa di questo sport che fu vietato dalle autorità papali. I medici erano obbligati a denunciare i nomi dei feriti e coloro che erano colti sul fatto venivano torturati. Si ricorda di un caso del 1591 durante il quale furono torturati in pubblico sedici ragazzi per essersi presi a sassate e perché nello scontro era morto uno di loro. Il luogo che i Romani preferivano per la sassaiola era il Campo Vaccino che è l’attuale Foro Romano perché era pieno di pietre, munizioni per la fionda. Inoltre combattere al Foro Romano risultava comodo perché era vicino all’Ospedale della Consolazione.
Durante lo scontro, i colpi venivano evitati avvolgendo il mantello attorno al braccio sinistro mentre con il destro si lanciavano le pietre. I pali avvisavano dell’arrivo degli sbirri, i quali generalmente trovavano il campo vuoto oppure erano costretti a fuggire perché bersagliati dai due gruppi coalizzati contro il nemico comune. La sassaiola continuò a svolgersi per alcuni secoli ma Pio VI, iniziando gli scavi nella zona, costrinse però i contendenti a spostarsi in un’area tra il Palatino e l’Aventino. Le battaglie, estendendosi persero la caratteristica dello scontro tra rioni ma continuarono comunque fino all’inizio del secolo scorso.
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